1° ottobre 1928 – L’aeroporto a Peretola

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Fonte: G. Alegi, Una cicogna speciale, «JP4», luglio 1993

SESTO GIORNO PER GIORNO

1 ottobre – L’aeroporto a Peretola

Per soddisfare le esigenze dei pionieri dell’aeronautica fiorentina, nel 1910 la zona di campo di Marte fu adibita ad aeroporto. Lo spazio, ricavato tra le abitazioni, divenne rapidamente insufficiente e così, il 1° ottobre 1928, il consiglio provinciale di Firenze decise di adibire al decollo e all’atterraggio di aeromobili una parte della piana compresa tra Peretola e Sesto Fiorentino, detta Cipresso del Nistro.

All’epoca (fascista, ricordiamo) la decisione non suscitò quelle polemiche che invece sarebbero state numerose negli anni successivi. L’inaugurazione del nuovo campo d’aviazione avvenne il 4 giugno 1931. Non esisteva una vera e propria pista e così gli aerei decollavano senza una direzione obbligata. Solo dopo il 1938, con la costruzione di una pista in macadam lunga un chilometro e larga sessanta metri, le operazioni furono disciplinate.

Nonostante questo i primi passeggeri sbarcarono a Firenze solo alla fine degli anni ’40, ma solo con la ricostruzione dell’aerostazione e poi con l’illuminazione e allungamento della pista, avvenuti nel 1984, si è potuto parlare, con una certa cognizione di causa, di aeroporto.

Nel frattempo la città aveva continuato il suo processo di espansione e così la pista si trovò di nuovo stretta fra le abitazioni palesando allo stesso tempo la sua inadeguatezza alle esigenze del capoluogo toscano e la sua pericolosità.

Malgrado le difficoltà legate allo spazio ridotto, ipotesi diverse da quella di Peretola, non sono state prese in considerazione e così sul finire del secolo l’aeroporto è stato ulteriormente modernizzato.

Nel 1992 è stato inaugurato l’edificio destinato agli arrivi, nel 1994 è stato aperto il nuovo parcheggio e nel 1996 la pista è stata allungata di 250 metri. Il traffico passeggeri è notevolmente aumentato, ma le dimensioni della pista continuano a rappresentare un limite. Non avendo più spazio da sfruttare in direzione nord-est, si è arrivati a progettare una pista parallela (o quasi) all’Autostrada del Sole. Dovrebbe essere lunga almeno due chilometri (ma l’ultimo progetto ne prevede 2,4). L’impatto positivo sull’economia della città sembrerebbe evidente, ma quale sarebbe il prezzo da pagare?

L’inquinamento acustico nelle periferie fiorentine sarebbe ridotto, ma peggiorerebbe esponenzialmente quello di Campi Bisenzio e Prato. I velivoli non sfiorerebbero più i palazzi di Peretola, ma quelli di Capalle. Il previsto Parco sarebbe destinato a scomparire, l’equilibrio idro-geologico della Piana sarebbe sconvolto e il destino del Polo Universitario risulterebbe incerto. C’è chi sostiene che si tratti di un destino segnato e chi invece lotta ancora per cambiarlo. Per fortuna, a differenza di altre, questa battaglia si può scegliere se combatterla oppure no. L’importante è non avere rimpianti tardivi.

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