1° settembre 1944 – Liberazione di Sesto Fiorentino

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Sesto com'era

Sesto Fiorentino giorno per giorno

1° settembre 1944 – Liberazione di Sesto Fiorentino

L’estate 1944 fu, per i cittadini sestesi, il periodo più difficile di tutta la Seconda guerra mondiale. La città si trovò, prima sotto i bombardamenti degli alleati decisi a far ripiegare i tedeschi verso nord, e poi sottoposta ai colpi di coda di quest’ultimi quando cominciarono a ritirarsi sulle alture. Alcuni fascisti, come il maresciallo Giorgi, erano già scappati verso Nord, ma altri, incattiviti dalla sempre più probabile disfatta, intensificarono, insieme ai nazisti, la caccia agli uomini da utilizzare per l’allestimento delle linee di difesa sull’Appennino o da trasferire nelle fabbriche in Germania.

Contemporaneamente le azioni militari o di semplice sabotaggio delle SAP (Squadre di Azione Patriottica) e dei GAP (Gruppi di Azione Patriottica) s’intensificarono. In questa situazione di assoluta emergenza il Pievano di Sesto, Monsignor Andrea Cassulo, prese contatto con alcuni medici di Sesto e allestì un piccolo ospedale all’interno della cappella della Compagnia della Misericordia. Vi trovarono conforto e cure più di duecento persone, ma nonostante il prodigarsi del personale medico e paramedico, i morti furono ventisette.

Gli ultimi giorni di agosto furono i più difficili. I tedeschi, da Querceto e da Carmignanello, iniziarono un intenso bombardamento sull’abitato di Sesto. Molti furono i morti, tra questi anche il dottor Luigi Favilli. Finalmente, nella tarda mattinata del 1° settembre, arrivarono in Piazza Ginori alcune camionette cingolate dell’VIII Armata Inglese. Ad accoglierle, la giunta comunale appena insediata come diretta emanazione del C.L.N. Dopo un’ora di colloquio con il governatore alleato, il segretario comunale, Arturo Pieri, irruppe nella sala della riunione avvertendo i convenuti di un tentativo in atto da parte dei tedeschi di rientrare in città. A queste parole il governatore fece immediatamente ritorno a Firenze con le sue truppe. Fu così che dopo aver assaporato la libertà, Sesto si trovò di nuovo in pericolo di rappresaglie. La giunta comunale stabilì che tutti i partigiani si disponessero a difesa della città. Seguirono due giorni di terrore, ma i tedeschi, ormai in fuga, non se la sentirono di affrontare truppe mai così decise a difendere il proprio territorio. Il 2 settembre con la copertura dei carri armati alleati, i partigiani eliminarono definitivamente il pericolo dei militari tedeschi sbandati e dei cecchini, Il 3 settembre il governatore alleato fece ritorno a Sesto che finalemte poteva considerarsi veramente libera.

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