25 novembre 1866 – Francesco Daddi primo sindaco di Sesto

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25 novembre 1866 – Francesco Daddi primo sindaco di Sesto

Nell’agosto 1862 il Marchese Lorenzo Ginori Lisci, in virtù dei sempre più pressanti obblighi legati alla sua attività imprenditoriale, si dimise dalla carica di Gonfaloniere. Curiosamente fu l’ultimo Gonfaloniere del Granducato, l’unico Gonfaloniere del Governo Provvisorio di Toscana e il primo Gonfaloniere del Regno d’Italia.

Nonostante le dimissioni la sua influenza sull’amministrazione comunale rimase forte fino alla morte sopraggiunta nel 1878. Gli subentrò nell’incarico Francesco Daddi che, dopo la promulgazione della legge sull’ordinamento comunale del 20 marzo 1865, divenne, prima assessore anziano, e poi sindaco di Sesto.

Sindaco o Gonfaloniere, ben poco cambiò. Si trattava comunque di una figura ibrida in quanto capo dell’amministrazione comunale, ma anche ufficiale del governo. Non veniva eletto, ma nominato per decreto regio.

In base alla legge per l’unificazione amministrativa, Sesto, avendo più di diecimila abitanti ebbe trenta consiglieri comunali, quattro assessori effettivi e due supplenti. Questa la composizione del primo Consiglio Comunale: Paoletti Alessandro, Barbieri Luigi, Tosi Pilade, Corsi Cesare (assessore), Arrighetti Angiolo, Comotto Claudio, Ginori Lisci Lorenzo, Fossi Giovan Battista, Daddi Francesco (Sindaco facente funzione), Cajani Luigi, Banchelli Paolo, Nincheri Leopoldo, Villoresi Agostino, Gigli Ottavio (assessore), Carlesi Vincenzo, Pelli Fabbroni Giuseppe, Corsi Vincenzo, Del Panta Antonio, Torrigiani Luigi, Chambion Enrico Claudio, Corsini Tommaso, Conti Francesco, Giorgi De Pons Enrico, Lessi Angelo, Brunelli Giuseppe, (assessore) Permoli Luigi, Corsi Egisto, Scappucci Carlo, Giolli Carlo, Parenti Lodovico. A questi uomini spettò il compito di far nascere l’amministrazione comunale com’è intesa in senso moderno.

Il numero dei dipendenti comunali era molto ristretto. Nel 1863 erano soltanto cinque: il Segretario, L’Ingegnere Assistente Comunale, una Maestra, una Guardia Municipale e un Donzello. Quest’ ultimo rappresentava una figura di dipendente comunale ereditata dal periodo granducale e difficile da paragonare con quelle oggi esistenti. Trattandosi di un pubblico ufficiale inizialmente era vestito in livrea e svolgeva compiti molto variegati, dalla comunicazione degli editti comunitativi, alla consegna di lettere del tribunale fino alla gestione del lavatoio comunale.

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