Aeroporto, i Comitati rispondono a Carrai: “E’ il balletto dei numeri”

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Foto tratta dal sito www.pianasana.org

Stanno facendo discutere le parole di Marco Carrai sull’ampliamento dello scalo di Peretola. “La comunità chiede la nuova pista. Indotto di oltre settecento milioni”, ha detto il presidente di Toscana Aeroporti al quale risponde il Coordinamento Comitati per la Salute della Piana di Prato e Pistoia:

Non avevamo dubbi che il Dott. Carrai avrebbe risposto seduta stante alle critiche dei Sindaci (per correttezza d’informazioni scriviamo che Marco Carrai ha parlato prima dei sindaci riuniti giovedì sera alla biblioteca di Sesto Fiorentino, ndr), però vorremmo capire bene perché qualcuno pochi giorni fa parlava di 6000 posti di lavori, oggi ridotti a 2000. Qualcuno parlava di investimento di 300 M di euro mentre i documenti presentati da ENAC-TA dichiarano un costo di 365M di Euro al lordo dei ribassi di asta, ma escluso i costi di esproprio e bonifiche dei terreni (nel frattempo passati da 240 a 510ha) delle opere mitigative, continuando a considerare il finanziamento pubblico di 50M di Euro (SbloccaIT) e 100M di euro promessi non si sa in quale maniera, visto che l’UE vieta aiuto di stato agli aeroporti.

Invece ci preme sottolineare come l’attuale aeroporto non sia a Norma di Legge visto che tutti fanno finta di nulla, che non è assolutamente vero che il Decreto di VIA non sia 
stato attivato da ADF oggi TA e che per legge è necessario mettere in sicurezza ambientale, rumore, terzi sorvolati e trasporti anche tutti gli altri cittadini e non solo la Caserma dei Marescialli per il rischio idrogeologico visto la mancanza delle vasche di laminazione anch’esse inserite nello stesso Decreto di VIA.
In due parole: prima di parlare del nuovo aeroporto il Dott. Carrai dovrebbe pubblicamente dimostrare a fronte di quale “compatibilità ambientale” oggi gli Airbus 319 operano sulla attuale pista, visto che non hanno tale autorizzazioni, se non con l’Accettazione del Decreto di VIA 0676/2003 ivi incluse quindi tutte le ‘prescrizioni precettive sempre omesse’“.

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