Aeroporto, Noferi (M5S): “Obbligata la strada dei ricorsi al Tar”

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Attraverso una nota pubblicata su Facebook, Silvia Noferi, consigliera comunale del Movimento 5 Stelle a Firenze, ha espresso la sua opinione circa le ultime vicende sull’aeroporto di Peretola:

Abbiamo presentato in consiglio comunale una domanda di attualità al Sindaco Nardella relativamente ai ricorsi presentati da sette sindaci della Piana contro il progetto del nuovo aeroporto. Non riusciamo a capire, visto che il nostro Sindaco ormai è rimasto l’unico ad essere favorevole alla nuova pista, come mai gli altri sette sindaci non abbiano a cuore lo sviluppo economico della Regione, che pare muovere tutta la “grancassa” a favore del progetto: la stampa locale, gli industriali, Toscana Aeroporti.

 

Ovviamente la domanda era ironica ma cercava di scatenare una riflessione.
Leggendo le decine di articoli sull’argomento non si riesce proprio a capire come all’interno degli stessi partiti, fra cui PD, Forza Italia e LeU, ci siano posizione nettamente contrastanti fra i vari esponenti istituzionali, tanto che a volte pare di assistere ad una “singolar tenzone” come quella fra Dante e Forese Donati (ndr. lettera di Stella su La Nazione del 23/3 e risposta di Roti il 25).

 

Un’altra curiosità a cui chiedevamo risposta, è la cifra dei posti di lavoro collegati al Masterplan; erano già inspiegabili i 2000 posti iniziali ma dopo la “lievitazione” a 5000, 5300 e 6000 dell’ultima cifra battuta all’asta delle balle galattiche, cercavamo qualche giustificazione più seria.

 

Invece niente, tutti sembrano interessati solo a spararla più grossa dell’avversario: dalla pista che da mono-direzionale è invece bidirezionale, ai pericoli di disastro aereo che non si verificano certo “ogni 100 milioni di anni di esercizio aeroportuale”, ai Comuni limitrofi “che non avranno disagi” e così via.
La strada del ricorso al TAR per i sindaci della Piana era diventata una strada obbligata dopo che erano stati vergognosamente esclusi perfino dall’Osservatorio Ambientale che doveva sorvegliare l’applicazione delle 142 prescrizioni indicate dalla Commissione Ministeriale per la VIA.

 

L’arroganza di voler imporre a tutti i costi un’opera infrastrutturale così impattante per il territorio senza curarsi del prezzo chiesto alle popolazioni, non può che trovare i cittadini e i loro rappresentanti contrari al progetto. Chi non si cura di questo aspetto fondamentale probabilmente deve rispondere a portatori di interessi economici molto forti e si sa, più grosse sono le cifre in ballo e più grandi gli avvoltoi che girano intorno“.

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