Campi, Chini: “Più controlli sul territorio e più azioni di deterrenza”

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Sabato 2 giugno Adriano Chini, candidato sindaco di Campi Bisenzio sostenuto da Sinistra Italiana, FareCittà e Sì Parco-No aeroporto, no inceneritore, ha incontrato i cittadini per parlare di sicurezza:

Nessuno deve sentirsi immune da controlli. I reati devono essere puniti senza remore perché non può esserci nessuna forma di buonismo quando si tratta della sicurezza dei cittadini: i campigiani devono poter dormire sogni tranquilli e quelli che non dormono, perché malintenzionati, devono sapere che c’è chi veglia sul territorio.

La coesione sociale – ha detto – nasce dal protagonismo dei cittadini, delle associazioni e delle parrocchie che devono “occupare” il territorio. Anche una banale grigliata di polli arrosto è un’occasione per conoscersi, per creare aggregazione e per far vivere gli spazi della città. Poi bisogna rendere esplicito a tutti che noi siamo attenti, che ci prendiamo cura della comunità. La percezione della presenza dello Stato e delle forze dell’ordine si crea organizzando incontri con i suoi rappresentanti, dal Prefetto al Questore, dai magistrati ai parlamentari. Con queste assemblee si scende tra la gente, si ascolta quello che ha da dire, in un rapporto di reciprocità.

“Abbiamo tre punti cardine che metteremo in atto una volta eletti: assunzione di nuovi vigili; estensione del servizio di polizia locale a 24 ore, con l’istituzione del 3° turno; convenzione con un istituto di vigilanza perché ci siano 2 auto che pattugliano il territorio e che siano in stretto contatto con le caserme dei carabinieri di Campi centro e San Piero a Ponti. In questo modo si esercita la deterrenza necessaria alla diminuzione dei reati“.

Adriano Chini ha parlato anche dell’immigrazione: “Se in passato siamo stati noi i migranti, adesso dobbiamo fare i conti con il fenomeno inverso. L’immigrazione è un grande problema, non semplice, ma che deve essere affrontato e governato. L’integrazione ha tempi lunghi e aspetti complessi e non può essere il primo passo. Prima di tutto dobbiamo imparare a parlarci e a conoscerci. Certo che è difficile, certo che dobbiamo sforzarci, anche solo per comprenderci, ma non possiamo dare risposte semplicistiche solo per accalappiare qualche voto. Il Comune anche in questo deve essere il primo attore, per fare in modo che nessuno si senta isolato, per creare occasioni di stare insieme. Tutto ciò per rendere molto chiaro il concetto che se noi abbiamo il dovere dell’accoglienza, chi arriva qui ha il dovere di rispettare le regole del vivere civile e le nostre leggi”.

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