Chiude l’ufficio postale di San Donnino, Quercioli: “Domani sit in di protesta”

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E finì che San Donnino rimase senza ufficio postale. Lo sfratto esecutivo dei locali di via Pistoiese era già arrivato poi nella notte fra il 7 e l’8 maggio scorsi i ladri hanno fatto saltare il bancomat esterno, provocando ingenti danni. L’ufficio postale da quel giorno è rimasto chiuso, salvo garantire solo uno sportello per operazioni sotto i 500 euro e per la consegna delle raccomandate. Adesso è giunta la notizia che non riaprirà più. Il personale dipendente è stato smistato in altri uffici e l’utenza dovrebbe indirizzarsi verso l’ufficio postale di San Piero a Ponti.

È una notizia inaccettabile, che fa presagire un futuro nefasto per tutta la frazione, tuona Maria Serena Quercioli, candidata Sindaco del centrodestra a Campi. “Domani alle ore 11 invito tutti i cittadini a partecipare al sit in di protesta  davanti all’ufficio postale (interno Via Pistoiese) per denunciare la notizia e per manifestare tutto il nostro dissenso“, continua Quercioli.

San Donnino è una frazione con 6500 residenti e per raggiungere San Piero a Ponti c’è il bus 303 oppure a piedi da via Pistoiese, scendendo dall’Ataf numero 35.

Un tempo l’ufficio postale era in piazza Costituzione, nell’immobile che – secondo il mio programma elettorale – ospiterà il distaccamento della Polizia Municipale . Poi ci fu il trasferimento nei fondi commerciali accanto alla farmacia e lo sfratto, in tempi recenti, di tutti gli inquilini della palazzina.

La farmacia comunale in futuro si trasferirà nella sede della Fratellanza Popolare in via delle Molina e per l’ufficio postale? La direzione di Poste Italiane sarebbe intenzionata al trasferimento a San Piero a Ponti pechè l’immobile è di proprietà e quindi non sarebbe più necessario pagare l’affitto a San Donnino.

I cittadini si sono appellati al sindaco ma Fossi non ha mai affrontato la questione. Cosa può fare il Comune?

Il servizio è ritenuto essenziale per la frazione e a questo punto occorre valutare l’opportunità di “stringersi” e offrire parte del vecchio spazio in piazza Costituzione.

In quell’immobile (175 mq) c’è una piccola palestra e già la collocazione della polizia municipale e Urp ha suscitato “malumori” ma compito dell’amministrazione è tutelare tutti i cittadini e offrire i servizi essenziali. Possibile che l’utenza debba riversarsi a San Piero a Ponti? Il territorio lasciato “scoperto” non è solo San Donnino ma anche Brozzi.

San Donnino così è una frazione che è destinata a morire. In questi anni ha già  perso molto negli anni (il distaccamento della polizia municipale, lo sportello Certimat, i negozi di vicinato…) e ora saluta anche l’ufficio postale. Anni fa fu soppresso un altro ufficio postale, quello interno ai Gigli che era particolarmente utilizzato dalle aziende del distretto di Capalle.

Pochi anni fa alcuni Comuni e l’Uncem Toscana avviarono una battaglia per salvare i “piccoli uffici postali” dai tagli delle Poste perchè anche le zone più isolate hanno diritto ad un ufficio aperto almeno in alcune giornate. La battaglia finì al Tar e fu vinta: tra i piccoli uffici “graziati” ricordo quello di Bacchereto (Prato).

I problemi dell’ufficio postale erano già noti da anni ma la giunta Fossi non ha mai  mosso un dito per trovare una soluzione nonostante l’appello fatto persino dal direttore di tale ufficio.

Il mio impegno, lo garantisco, ci sarà e San Donnino non perderà l’ufficio postale.      

Invito domani tutti i cittadini ad intervenire al sit in di protesta“, conclude.

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