Chiusura del Museo di Doccia: sono passati due anni

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TuttoSesto

Il 15 maggio 2014 in seguito al fallimento della Richard-Ginori avvenuto più di un anno prima, i curatori fallimentari si sono trovati costretti a chiudere il Museo per eliminare i costi di gestione.

Nonostante un’interrogazione della senatrice SEL, Alessia Petraglia, al Ministro dei Beni e delle Attività Culturali, Dario Franceschini, e le campagne promosse da forze politiche e da alcune associazioni, tra cui Sesto TV, il Museo è ancora chiuso. Oggi sono 2 anni.

Per dirla con Tomaso Montanari, professore di Storia dell’arte all’Università Federico II di Napoli, “In qualunque paese d’Europa un simile luogo sarebbe l’epicentro di un’intensa attività di ricerca, divulgazione e produzione culturale. Invece è chiuso. Il Museo è l’unico luogo cittadino che racconta l’epopea di una comunità di lavoratori, orgogliosamente legati a una sapienza manuale tramandata di generazione in generazione. Il valore del Museo è di sette milioni, ma né i privati, né il Comune, tantomeno il Ministero dei Beni Culturali si sono fatti avanti eppure costerebbe meno della metà dell’arena kitsch del Colosseo”.

TuttoSesto ha deciso di ripubblicare mensilmente questo articolo nella speranza che qualcuno si svegli e faccia qualcosa.

Nel frattempo ricordiamo che gli amici della ceramica e porcellana antica e ispirata all’antico hanno lanciato una petizione su change.org

Questo il testo:

Con questo appello si cerca di sensibilizzare tutto il tessuto sociale locale, regionale, nazionale ed anche oltre, affinché possa essere riaperto e reso fruibile a tutti un pezzo di storia italiana ed europea, oggi apparentemente dimenticato, sotto l’indifferenza di tutti. Chi ha veramente a cuore la porcellana e tutta la storia millenaria che l’accompagna ha voluto questa iniziativa e conta che tutti coloro che la pensano alla stessa maniera la sostengano con la speranza che davvero qualcosa possa cambiare. Un intero gruppo di Facebook, Gli amici della ceramica e porcellana antica e ispirata all’antico, nelle persone dei loro amministratori e di una parte degli iscritti, da tutta Italia, si sta facendo promotore della campagna per far riaprire di nuovo la struttura. Firma anche tu se pensi di condividerne le ragioni.

STEFANO NICCOLI

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