Decreto sicurezza, Cgil: “Sindaci e governatori che lanciano allarmi hanno ragione, chiediamo più integrazione”

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Foto tratta da Facebook

Si è svolto oggi a Palazzo Vecchio il tavolo (coordinato dall’amministrazione del Comune di Firenze) per affrontare il tema dell’accoglienza e di come mantenere un sistema di integrazione efficace per i migranti e i richiedenti asilo.

La Cgil vi ha partecipato – insieme agli altri sindacati e a vari altri soggetti dell’associazionismo, del volontariato, dell’accoglienza – e sottolinea, intanto, che il modello inaugurato a Firenze è importante per affrontare le nefaste conseguenze del Decreto.

Opporsi a esso è politicamente e giuridicamente essenziale in quanto il provvedimento contrasta con i valori del lavoro (solidarietà, dignità, diritti) e rischia di lasciare in strada senza protezione centinaia di migranti, alimentando rischi per loro e tensioni sociali. Il Decreto sicurezza va contrastato: sindaci e governatori che lanciano l’allarme sulle sue conseguenze hanno ragione, il Governo li ascolti. Questo decreto non promuove dignità, ma la toglie, ad esempio alle persone che hanno intrapreso un percorso di integrazione, lavorano in attesa del riconoscimento dello status di rifugiato e in caso di diniego perdono il lavoro e il diritto di permanere sul territorio italiano, incentivando in tal modo sfruttamento e lavoro irregolare.

Parimenti importante è che questo tavolo fiorentino prosegua in modo permanente i suoi lavori e che si estenda all’intera area metropolitana, attraverso una conferenza dei sindaci. Chiediamo la tutela occupazionale e professionale di chi ha lavorato e lavora nei centri di accoglienza e un rinnovato impegno per l’emersione del lavoro nero, anche attraverso la responsabilizzazione delle aziende (vanno evitati e prevenuti casi di sfruttamento).

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