Degrado al Tribunale di Prato: lettera del M5S Calenzano, Montemurlo, Carmignano e Prato al ministro Bonafede

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Oggi si è tenuta l’assemblea congiunta du magistrati, dipendenti e avvocati per denunciare lo stato di degrado in cui versa il Palazzo di Giustizia di Prato.

Di seguito pubblichiamo il comunicato a firma dei cittadini portavoce dei gruppi consiliari del Movimento 5 Stelle di Calenzano, Montemurlo, Carmignano e Prato:

Dopo l’ennesimo appello dell’Anm e dell’ordine degli avvocati di Prato arrivato oggi, i consiglieri comunali di Calenzano, Prato, Carmignano e Montemurlo hanno scritto al Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

La Procura della Repubblica di Prato ha una giurisdizione enorme, essendo competente per l’intera Provincia pratese ed incorpora anche il Comune di Calenzano. Una procura con un carico di lavoro enorme sia penale che civile.

In questi anni è stata più volte segnalata la situazione critica del Palazzo di Giustizia, abbiamo visto un susseguirsi di vari esponenti dell’ex partito di maggioranza, dal sottosegretario alla Giustizia, Gennaro Migliore, al ministro Luca Lotti e al sottosegretario pratese Giacomelli, spesso ritratti in foto all’ingresso degli uffici giudiziari, seguiti da proclami e promesse del Sindaco di Prato, ma nulla è cambiato soprattutto sotto il profilo strutturale, della sicurezza e della salute dei lavoratori, se non per qualche sostituzione del personale amministrativo effettuata nelle ultime settimane.

Ci colpì anche il grido di allarme lanciato appena qualche mese fa, il 28 marzo 2018, dal Presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati Toscana (ANM), Eligio Paolini, che segnalava le gravi condizioni in cui versavano gli uffici giudiziari di Prato da oltre un decennio. Una situazione insostenibile, più volte evidenziata dall’ANM Toscana, che aveva stilato un dossier correlato di foto che testimoniavano le condizioni disastrose in cui versava, purtroppo ancora tutt’oggi, il tribunale di Prato.

Tuttora, infatti, permangono quelle problematiche strutturali, come: infiltrazioni d’acqua dal soffitto, macchie di umido e muffe sui muri e rivestimenti dei soffitti che cadono, ascensori non funzionanti e situazioni igienico sanitari carenti con la presenza di topi che ormai hanno invaso il pianterreno dell’edifico. Oggi nulla è cambiato. Inoltre, il Procuratore Paolini rilevava le gravi carenze di organico del personale amministrativo sostituito con l’impiego della polizia giudiziaria e distacchi temporanei disposti dal Comune di Prato al fine di evitare la completa paralisi dell’attività.

Sopperire mediante impiego della Polizia giudiziaria, significa portare via decine di uomini dal territorio, un territorio molto complesso dove la criminalità dilaga e dove ormai anche le forze dell’ordine fanno fatica a contenere i fenomeni criminali, la cronaca locale sembra ormai un bollettino di guerra, tra risse, spaccio e microcriminalità fuori controllo, che mina la serenità dei cittadini ormai esasperati.

Nel corso di questi anni la situazione strutturale come è nota è stata risolta con interventi tampone e provvisori. Anche sotto il profilo della sicurezza le carenze sono elevate, basta pensare che all’ingresso della procura mancano addirittura i metal detector, strumento essenziale che garantisce la sicurezza sia dei cittadini che ogni giorno si recano in Procura ed in Tribunale, sia degli stessi operatori giudiziari.

I gruppi del MoVimento 5 Stelle raccolgono la denuncia della sottosezione di Prato dell’Associazione nazionale magistrati che oggi ha evidenziato tutte le criticità presenti presso il tribunale di Prato e parleremo anche col presidente dell’Ordine degli avvocati al fine di dettagliare una nota precisa di tutte le problematiche presenti a Prato e inviarla al neo ministro Bonafede. Siamo convinti che in una città come Prato e Calenzano simili problematiche non possono e non devono esistere. Dalla serenità dei lavoratori della giustizia e dal buon funzionamento della macchina giudiziaria dipendono le sorti di migliaia di cittadini dei nostri Comuni che vogliono una giustizia efficiente, che funzioni e che dia risposte celeri“.

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