I Medici, il figlio naturale di Giuliano

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Foto tratta dalla pagina Facebook I Medici

Ne Le Stanze per la Giostra di Giuliano de’Medici Agnolo Poliziano illustra la storia del cacciatore Iulo (personificazione di Giuliano), una persona totalmente insensibile all’amore e per questo invisa a Cupido. Durante una battuta di caccia il giovane cacciatore insegue una splendida cerva che, giunta in una radura, si trasforma in una splendida ninfa (Simonetta) di cui Iulo, colpito dalla freccia di Cupido, si innamora immediatamente.

 

Ahi qual divenne! ah come al giovinetto
corse il gran foco in tutte le midolle!
che tremito gli scosse il cor nel petto!
d’un ghiacciato sudor tutto era molle;
e fatto ghiotto del suo dolce aspetto,
giammai li occhi da li occhi levar puolle;
ma tutto preso dal vago splendore,
non s’accorge el meschin che quivi è Amore.

 

Venere però stabilisce che Iulo deve far sì che il suo amore venga ricambiato e per questo invia un sogno al bel cacciatore per esortarlo a vincere il prossimo torneo d’armi. Il sogno però preannuncia anche la morte della Ninfa.

Il poemetto, iniziato nel 1475 (con Simonetta Cattaneo viva) viene interrotto nel 1478 probabilmente subito dopo la morte di Giuliano. Intenzione dell’autore era evidentemente quella di celebrare, oltre che la famiglia Medici, il mito della bellezza e della donna secondo quelli che erano gli ideali neoplatonici.

Rimane il dubbio se quello fra Giuliano e Simonetta sia stato un amore spirituale oppure fisico e carnale (cit. prof. Sassaroli Amici Miei atto II).

Certo che, per quanto addolorato per la perdita di Simonetta, Giuliano non scelse la via della castità. La traslazione sceneggiata della storia de I Medici non ha consentito un racconto puntuale dei fatti, ma in realtà Giuliano ebbe un figlio, Giulio, da Fioretta Gorini, figlia del carrozzaio di casa. Nacque un mese dopo la morte di Giuliano e fu protagonista della politica fiorentina dopo il 1512.

Ritratto di Sebastiano del Piombo

Nel 1523 fu eletto Papa con il nome di Clemente VII. Durante il suo pontificato, e per sue precise responsabilità, avvennero il sacco di Roma e l’assedio di Firenze. Quest’ultimo determinò la fine della Repubblica Fiorentina e l’inizio del Ducato dei Medici.

Dagli appunti per la stesura di Firenze 365

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