I Medici: Lucrezia Tornabuoni, la madre dei Principi

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Lucrezia Tornabuoni con i figli Lorenzo e Giuliano de'Medici nella seconda parte de "I Medici"

Giovanni di Bicci inaugurò, con il figlio Cosimo, la politica dei matrimoni che avrebbe facilitato la scalata della famiglia di mercanti originari del Mugello. Cosimo fu costretto a sposare Contessina de’Bardi perché appartenente ad una storica famiglia di banchieri fiorentini che avrebbe potuto aiutare lo sviluppo del Banco e la scalata al potere da parte dello stesso Cosimo.

Allo stesso modo a Piero, erede di Cosimo, fu imposto il matrimonio con Lucrezia Tornabuoni, ragazza gentile, ma bruttina che però consentì ai Medici di imparentarsi con una delle famiglie Magnatizie più antiche di Firenze.

Presunto ritratto di Domenico del ghirlandaio

 I Tornaquinci, diventati in seguito Tornabuoni, risiedevano infatti a Firenze fin dal X secolo e, appartenenti al partito Guelfo, avevano occupato ripetutamente le più alte cariche comunali.

Lucrezia, con la sua intelligenza e il senso per gli affari  partecipò attivamente alle fortune della famiglia. La malattia di Piero e la prematura morte del secondo genito di Cosimo, Giovanni, contribuirono ad esaltare le sue doti tanto che il suocero la considerava “l’unico uomo della famiglia”.

Lucrezia Tornabuoni nella prima serie de “I Medici”

Da Cosimo imparò a gestire la cosa pubblica senza troppo apparire, ma con molta  determinazione. Dopo la morte del marito, allevò i figli come Principi consapevole del ruolo guida ormai conseguito dalla famiglia.Non a caso anche nella fiction I Medici la vediamo sempre presenti nelle riunioni in cui venivano prese decisioni importanti.

Lucrezia proseguì la politica dei matrimoni e per il nuovo Signore di Firenze, Lorenzo, scelse una Orsini. Clarice, discendente di una nobile famiglia romana avrebbe potuto aprire le porte di San Pietro alla famiglia Medici. Previsione che non poteva essere più azzeccata visto che il nipote Giovanni sarebbe diventato Papa Leone X nel 1512 e che le carriere ecclesiastiche di altri appartenenti alla famiglia sarebbero state notevolmente favorite.

Per scegliere la moglie del figlio, Lucrezia si recò personalmente a Roma e, quasi si trattasse di merce da comprare, scrisse così al marito a proposito della futura nuora:

Il petto non potemo vedere perché usano ire tutte turate,
ma mostra di buone qualità               Lucrezia Tornabuoni

Dagli appunti per la stesura di Firenze 365

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