La resa dei conti

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Il momento tanto atteso è arrivato. Dopo un anno di commissariamento Sesto Fiorentino torna a votare per le elezioni comunali. Sarà un appuntamento elettorale fondamentale per il nostro Comune che potrebbe diventare un vero e proprio laboratorio nazionale per il Partito Democratico. L’importanza delle votazioni in programma oggi si è vista dalla quantità e dalla qualità dei membri del Pd giunti in città per sostenere il candidato Lorenzo Zambini: dal premier Matteo Renzi al sindaco di Firenze Dario Nardella, dal vicesegretario Debora Serracchiani al presidente Matteo Orfini, dal responsabile giustizia David Ermini a Gianni Cuperlo, dal ministro Andrea Orlando alla senatrice Rosa Maria Di Giorgi. Senza dimenticare chi fa parte del governo, pur non essendo iscritto al Pd come il ministro del lavoro Giuliano Poletti e il viceministro dell’economia e delle finanze, nonché segretario di Scelta Civica, Enrico Zanetti.

Insomma: è a Sesto che si gioca la partita. E a differenza di qualche anno fa la vittoria del Partito Democratico è tutt’altro che sicura. Nel 2014 Sara Biagiotti fu eletta sindaco con il 56,7% dei voti. A Sesto Bene Comune andarono il 18,2% dei consensi. Ora, però, la situazione è cambiata. Tanto che i sondaggi danno per certo il ballottaggio. Già, ma tra chi? La presenza di Lorenzo Zambini al secondo turno sembra scontata. Lorenzo Falchi o Maurizio Quercioli i probabili sfidanti dell’ex vicesindaco. Un eventuale ballottaggio potrebbe aprire scenari negativi per i democratici perché, a quel punto, le altre forze politiche potrebbero allearsi per mandarli all’opposizione. Il risultato avrebbe del clamoroso, visto che Sesto Fiorentino è da sempre una roccaforte fedele alla linea Pci-Pds-Ds-Pd.

Vietato sottovalutare, però, il centrodestra di Maria Tauriello e il Movimento 5 Stelle di Pietro Cavallo. Da sinistra, infatti, temono che i voti di Forza Italia, Fratelli d’Italia-An e Lega Nord diano la spinta decisiva al Partito Democratico in caso di ballottaggio. I grillini, diversi dagli altri specialmente per il modo di comunicare, potrebbero approfittare della lunga onda nazionale.

Capitolo campagna elettorale. I due temi più dibattuti sono stati quelli relativi alla nuova pista dell’aeroporto di Firenze e, soprattutto, all’inceneritore. Su quest’ultimo punto, in particolare, Falchi, Quercioli, Cavallo e Tauriello hanno ribadito il no alla realizzazione dell’opera, mentre Zambini ha sottolineato come i cittadini non debbano essere presi in giro, dato che l’iter per la costruzione del termovalorizzatore è concluso. Gli altri argomenti – dalla riqualificazione del centro alla cultura, dallo sport alla sicurezza, dalla mobilità al Polo scientifico – sono stati trattati dai candidati sindaco, ma solo in un secondo momento. La campagna elettorale, di fatto, ha assunto i connotati di un referendum: inceneritore, sì o no? Nuova pista, sì o no?

Il tempo delle chiacchiere è finito. Da oggi parola ai fatti. Buon voto a tutti.

STEFANO NICCOLI

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