Migranti, Falchi: “Soluzioni temporanee. Nessun Comune può farsi carico di tutti”

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Immagine di Lorenzo Falchi sindaco di Sesto Fiorentino
Tuttosesto

Sul Corriere Fiorentino troviamo un’intervista al sindaco di Sesto Fiorentino, Lorenzo Falchi, riguardo i migranti ospitati, al momento, all’interno del palazzetto dello sport “Vinicio Tarli”.

Perché dopo la riunione in Prefettura non è andato a annunciare le decisioni prese ai somali in via Cavour, ma è uscito dal retro?
Gli animi erano già caldi, c’erano state cariche: meglio parlarne al Palazzetto a Sesto“.

Pare siate lontani dall’avere una risposta per tutti e 102 i somali che occupavano il capannone bruciato.
I Comuni sono disponibili a dare una mano, ci sono soluzioni temporanee per gestire l’emergenza. Soluzioni per tutti ma non per tutti insieme: non c’è nessun Comune che può farsi carico di tutti“.

Lei parla di emergenza: alcuni somali sono in Italia da 10 anni, l’ex Aiazzone era occupato da due: è emergenza?
L’emergenza è solo quella di lunedì notte: l’incendio, la morte drammatica di Ali, le persone in strada al gelo. Eravamo tutti a conoscenza di quella occupazione e delle altre di tutta l’area metropolitana. Dell’ex Aiazzone ne avevamo già parlato in Prefettura a dicembre. Ma o arriva una vera risposta dallo Stato, o non ne avremo nessuna con le risorse in mano ai Comuni di oggi“.

Lei ha subito posto il problema di Sesto che «non poteva farsi carico da solo» dei somali. Ma non sarebbe stato meglio chiamare subito il sindaco della Città metropolitana Dario Nardella, per affrontare il problema, invece di mettere la mani avanti?
Già durante la notte ho avuto contatti con molti sindaci. La mattina ho parlato con Questore, Prefetto, presidente Rossi, ho cercato per sms Nardella e mi ha risposto. Mi pareva una ovvietà dire che l’impegno doveva essere comune“.

L’impegno sarà solo per l’emergenza. Solo 9 somali avranno un progetto di lungo periodo. E gli altri?
In questo momento i Comuni possono garantire, anche dal punto di vista normativo e legale, solo questo. Ma si pone un tema generale: o si muovono tutti o non risolviamo niente. Sappiamo già che molti dei profughi — cosa diversa dai somali dell’ex Aiazzone — ora in Toscana, non otterranno i permessi umanitari. Sarà un’altra emergenza: per questo occorre un intervento a livello nazionale“.

L’intervista integrale nel quotidiano in edicola

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