Moschea, Izzedin Elzir: “Là dove qualcuno crea paura, noi vogliamo dare speranza. Vogliamo vivere in pace e tranquillità”

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Queste alcune parole dell’ Imam, Izzedin Elzir nel corso del dibattito pubblico sulla moschea tenutosi alla biblioteca Ernesto Ragionieri nella serata di martedì 30 gennaio:

“Il centro culturale islamico è un progetto nuovo ma per cittadini che non sono nuovi alla realtà di Sesto. La comunità islamica sestese è composta da quasi 700 fedeli che vivono mediamente da 17 anni nel Comune di Sesto. Questa comunità aveva la necessità di trovare un luogo per pregare, un luogo di incontro e di confronto. Grazie a questo protocollo questo sarà possibile. Siamo consapevoli delle paure e dei timori dei nostri concittadini. Siamo consapevoli dei problemi ma vogliamo affrontarli in maniera seria e responsabile attraverso il confronto. 

Un grande poeta palestinese ha scritto che “la paura non impedisce la morte, ma impedisce la vita”. Tutti noi amiamo la vita e quindi dobbiamo superare questa paura. Solo il confronto, il dialogo e la conoscenza dell’altro ci permetteranno di superare la paura. Conoscere l’altro non significa cancellare la nostra identità. Non vogliamo fare una marmellata buona delle nostre vite religiose. Abbiamo invece imparato a rispettare le differenze delle nostre religioni. Lo sappiamo che ci sono criminali, ci sono terroristi. Bisogna lavorare insieme per superare questo fenomeno.

Abbiamo costituito una commissione scientifica per aiutare la comunità islamica a individuare un progetto dignitoso bello e degno della realtà di Sesto, della Toscana e dell’Italia. Per questo ci confronteremo anche con i tecnici e i cittadini sestesi.

Il lavoro sarà lungo. Prevediamo tre anni. Perché vogliamo camminare insieme fin dal primo passo affinché questa esperienza sia un esempio positivo per la comunità internazionale.

Lavoriamo per il presente e il futuro del nostri figli. Là dove qualcuno crea paura, noi vogliamo dare speranza. Vogliamo vivere in pace e tranquillità. Per questo sono necessarie le regole. Siamo cittadini italiani, la nostra Costituzione è quella italiana, le nostre leggi sono quelle italiane.

Nella moschea oltre l’arabo si parlerà italiano, in particolare nel sermone del venerdì”.

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