Sequestro di persona maturato nella comunità cinese fra Prato e Campi

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A Prato cinese è stata sequestrata da una coppia di connazionali: il movente sembrerebbe essere legato a precedenti rapporti commerciali. E’ quanto ipotizza la polizia, il cui intervento, grazie anche ai messaggi inviati dalla vittima con il cellulare che era riuscita a nascondere, ha portato alla liberazione della donna sequestrata, una trentenne immigrata regolare dalla Cina, e all’arresto di due coniugi cinesi, 28 e 30 anni, residenti a Prato,
anche loro regolari sul territorio italiano, incensurati, accusati dei reati di sequestro di persona in concorso, rapina e furto con strappo. 

Nella serata di domenica 3 giugno una donna cinese ha allertato la centrale operativa della questura dopo che un suo amico le aveva telefonato avvertendola che dalle parti di Campi Bisenzio la sua fidanzata era stata sequestrata da due persone. L’amico l’ha pregata di chiamare la polizia, in quanto in grado di esprimersi bene in italiano. 

La donna si era accorta, nel frattempo, che sul suo telefono, grazie al sistema di messaggistica ‘We Chat’ (una sorta di Whatsapp in uso alla comunità cinese) erano comparsi diversi messaggi, inoltrati proprio dal telefono dell’amica sequestrata, nei quali raccontava di essere stata prelevata con la forza e con metodi intimidatori da una coppia di connazionali, un uomo e una donna, mentre si trovava in un’abitazione dalle parti di San Donnino.

 Nel racconto, abbastanza articolato, la giovane vittima del sequestro raccontava che i due le avevano preso con la forza il passaporto, il permesso di soggiorno e la carta d’identità
obbligandola, sempre con la forza, a seguirli a bordo della loro auto, diretta a Prato, dove poi avrebbe, sempre in base al racconto emerso dalla messaggistica, dovuto lavorare per loro due in un esercizio commerciale estetico non meglio precisato. 

La donna, a quanto pare lasciata in possesso del proprio telefono, continuava a mandare messaggi all’amica. In uno di questi, veniva descritto il modello dell’auto e la targa parziale. In breve tempo i poliziotti sono risaliti all’auto intestata ad un cinese e poi le
volanti hanno rintracciato il veicolo. Durante il controllo un cinese, risultato in seguito l’autore del sequestro, si è avvicinato ai poliziotti per chiedere cosa fosse successo, lasciando intendere che fosse l’intestatario dell’auto; subito dopo, da un esercizio commerciale si sono sentite due donne urlare. I poliziotti sono entrati entrati e hanno visto una donna cinese intenta a schiaffeggiare una connazionale. La donna che stava schiaffeggiando è stata perquisita e nelle sue tasche sono stati rinvenuti i documenti sottratti alla sequestrata. Oltre ai documenti, è stato rinvenuto anche il cellulare della vittima.

La coppia è stata arrestata per concorso in sequestro di persona, rapina e furto con strappo e la donna anche per resistenza a pubblico ufficiale.
Per quanto concerne i moventi a base del comportamento, secondo la polizia sembrerebbero prevalere vicende di natura personale, forse collegate a pregressi rapporti commerciali tra la coppia di coniugi e la connazionale. 

AdnKronos 

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