Grassi (Firenze Riparte a Sinistra): “Nuovo stadio Fiorentina a rischio compatibilità con l’aeroporto”

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Dalla documentazione sul progetto del nuovo stadio della Fiorentina emerge un problema relativo alla compatibilità dell’impianto sportivo con la futura nuova pista dell’aeroporto di Firenze. La questione riguarda le aree di rischio e i vincoli di ENAC (Ente Nazionale Aviazione Civile) relativi alle costruzioni che comportano la presenza contemporanea di tante persone in prossimità degli aeroporti.

Lo spiega a Il Sito di Firenze Tommaso Grassi, capogruppo in Palazzo Vecchio di Firenze Riparte a Sinistra, che ha visionato la relazione di analisi dei vincoli aeronautici, redatta dai tecnici della Società viola e allegata alle carte consegnate al Comune di Firenze lo scorso 28 dicembre.

Il primo scoglio è l’incompatibilità tra l’aeroporto di Firenze e il nuovo stadio della Fiorentina. Anche se ci vogliono raccontare che gli aerei decolleranno solo verso Prato e atterreranno verso Firenze, ci sarà la possibilità di sorvolare la parte di Novoli oltre che di Firenze. Quindi la Fiorentina non esclude che ci possa essere un’interferenza e rispetto al progetto del luglio sposta un po’ lo stadio verso il centro di Firenze quindi allontanandolo dall’aeroporto. Dall’altro lato non esclude che possa esserci la possibilità di fare uno studio specifico per far rispettare quelle aree di rischio di Enac che non permette di costruire edifici con tante persone in un’area vicino all’aeroporto. Se lo stadio sarà formalmente esterno a queste aree, i tifosi, i parcheggi, le zone dei tornelli e gli altri spazi collaterali potranno essere interferenti con le aree di rischio dell’aeroporto. 

Chiederò delucidazioni in Consiglio comunale. Lo stadio deve essere in piena sicurezza. L’amministrazione comunale ha un altro interrogativo da risolvere insieme alla Fiorentina, anche perché in tutto il progetto si dà per scontato che l’area della Mercafir sarà completamente liberata dal mercato ortofrutticolo e che questo problema è già superato, cosa che, invece, sappiamo, essere ancora un mercato in cerca di un’area dove ricostruirsi“.

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