Inceneritore, Q-Thermo pronta ad aprire i cantieri. “Ma Sesto ci frena”

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Termovalorizzatore, Q.tHermo – scrive la Repubblica Firenze – è pronta a aprire i cantieri per costruirlo, ma ieri il cda, pur predisponendo tutto per andar avanti, ha dovuto prendere atto che le richieste di Sesto di ulteriore documentazione ritarderanno i cantieri. Nonostante, secondo il presidente Giorgio Moretti, “dipendano esclusivamente da una non corretta lettura dell’autorizzazione finale a costruire, che abbiamo in tasca”. Ieri il consiglio di amministrazione della società che deve costruire e gestire l’impianto dei rifiuti ha deliberato tutto quello che c’era da deliberare per andare ad aprire i cantieri nel giro di poche settimane, senza attendere la decisione del Tar che si riunirà il 19 ottobre per decidere del ricorso dei comitati della Piana contro l’impianto. “Non è una decisione in nostro potere — ha sempre detto Moretti — Noi siamo solo gli esecutori del piano di smaltimento regionale e delle norme europee che vietano di smaltire ancora in discarica e che ci obbligano a procedere”. Il cda ha deliberato dunque tutta la procedura di apertura cantieri. Ha disposto le fideiussioni agli enti che le richiedono, dalla società per l’energia Gse all’Ato, alla Provincia e dunque di fatto ormai alla Regione. Trenta milioni in tutto.

Il cda ha però dovuto prendere atto, ieri, anche della lettera spedita alla società circa una settimana fa dal Comune di Sesto. Il quale, se da una parte rimuove un ostacolo all’apertura dei cantieri, dall’altro ne pone uno nuovo. Sesto, infatti, ha spedito i conti che Q.tHermo aspettava da tempo, quelli degli oneri di costruzione che sono 837 mila euro. Ma poi il Comune chiede anche alla società una serie di documentazioni che secondo il cda non competono a questa fase dei lavori perché l’autorizzazione finale non le prevede. “Probabilmente la cosa è dovuta o a una non conoscenza o a una non corretta interpretazione dell’autorizzazione integrata”, spiega Moretti. Il presidente ricorda che l’autorizzazione prevede il possesso dei terreni su cui insiste l’impianto ma non parla dei terreni delle opere accessorie, come quelli su cui dovrà passare il tubo che porterà l’energia prodotta dalla combustione fino all’Enel. Un fatto contestato anche dal ricorso al Tar ma che Moretti insiste non avere niente a che fare con l’autorizzazione a iniziare i lavori.

(l’articolo integrale nel quotidiano in edicola)

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