PD Calenzano, anche l’ex segretario presenta ricorso

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CALENZANO.Acqua agitate in casa Pd. Dopo Simone Ansano anche l’ex segretario Gianluca Ferretti ha presentato ricorso contro l’esito del congresso comunale che si è tenuto il 14 ottobre scorso.

Di seguito le dichiarazioni di Ferretti così come apparse sul sito web www.gonews.it

 

Come ex segretario del PD di Calenzano, anch’io ho presentato ricorso contro l’esito del Congresso comunale tenuto il 14 ottobre 2017, anche se il mio ricorso ha motivazioni diverse da quelle del candidato Simone Ansano e anche le mie richieste sono diverse“. A parlare è Gianluca Ferretti, uscente segretario Pd, che spiega in due punti perché è necessario il ricorso. Le motivazioni si incentrano su voti di non tesserati o tesserati di anni passati che non hanno rinnovato l’iscrizione. “Nel mio ricorso, che mira a tutelare l’immagine del Partito evitando di avallare interpretazioni arbitrarie delle regole congressuali, io contesto lo svolgimento della giornata del 14 ottobre per due motivi, ossia: 1) aver consentito di votare al Congresso agli iscritti 2016 che non hanno ancora rinnovato la tessera 2017. Io non sono d’accordo, perché chi aveva la tessera 2016 ma non l’ha ancora rinnovata nel 2017 e si è volontariamente rifiutato di rinnovarla anche il giorno del Congresso può darsi che non abbia più intenzione di far parte del nostro Partito, quindi non capisco perché possa votare per il segretario, anche se riconosco che l’altra interpretazione è coerente con il principio della massima apertura a tutti, a cui si ispira lo statuto del PD; 2) aver impedito di votare ad alcuni iscritti 2014 o 2015 o di entrambi gli anni, in tutto una ventina di persone, che non avevano la tessera 2016 ma avrebbero voluto fare la tessera 2017 e votare. Nel 2015-2016 nel tesseramento a Calenzano vi sono stati molti problemi, a causa delle dimissioni di quasi tutti i coordinatori di circolo che finora se ne erano occupati, alcuni dei quali sono anche entrati in altre formazioni politiche: i problemi sono stati risolti solo nel 2017, con l’accorpamento dei sette circoli in un circolo unico e la nomina di Stefano Poni a responsabile unico del tesseramento. Quindi, persone ancora intenzionate a far parte organicamente del PD ben possono non aver rinnovato la tessera nel 2015-2016 per motivi indipendenti dalla loro volontà. Inizialmente il Partito metropolitano mi aveva detto che queste persone avrebbero potuto rinnovare la tessera 2017 fino alla data del Congresso e votare: mi pare un’interpretazione ragionevole, volta a non escludere dalla platea congressuale persone ancora vicine al PD. Senonché poi il Partito metropolitano ha cambiato posizione, affermando che non potevano votare, perché erano da assimilare a nuovi iscritti, e quindi per votare avrebbero dovuto rifare la tessera entro il 25 settembre. Sui due punti, congiuntamente considerati, secondo me si riscontra una palese contraddizione, in quanto per chi ha “saltato” la tessera 2016 ma vorrebbe riprenderla nel 2017 si adotta una interpretazione che esclude le persona dal voto, mentre per chi ha la tessera 2016 ma non l’ha ancora rinnovata e si è rifiutato di rinnovarla addirittura il giorno del Congresso si recupera la massima apertura e anzi si spalancano le porte. Per questi motivi, nel mio ricorso richiedo che i recuperati dal 2014 o 2015 siano ricontattati e, previo rinnovo della tessera, gli sia consentito di rivotare per il Congresso comunale e metropolitano, in un giorno e orario da stabilirsi”.

 

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