Ragazze morte in Erasmus in Spagna: “L’autista era stanco e cardiopatico”

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Nuovo ricorso – scrive il sito internet de La Nazione – dei genitori delle ragazze morte in pullman in Spagna durante il loro periodo Erasmus. Dopo la seconda archiviazione decisa dal giudice spagnolo, dopo l’esame giudiziario dell’incidente adesso i genitori rilanciano nella loro battaglia per avere la verità sull’incidente. Furono tredici i morti dell’incidente tra Valencia e Barcellona. Tre ragazze erano toscane: Valentina Gallo, 22 anni di Firenze; Elena Maestrini, 21 anni di Gavorrano e Lucrezia Borghi, 22 di Greve in Chianti.  “Ci fu un ricorso di negligenza da parte dell’autista – scrivono i genitori nel ricorso – Non volle fermarsi nonostante i primi segni di stanchezza. Lo stesso autista è risultato affetto in passato da una cardiopatia ischemica per esiti di legionellosi”.

Questi gli elementi, basandosi sulle indagini dei Mossos d’Esquadra, evidenzati dai legali delle famiglie delle vittime italiane nel ricorso depositato contro l’archiviazione del giudice Eduardo Josè Navarro del tribunale di Amposta. Per i legali delle vittime italiane le testimonianze dei passeggeri superstiti e gli accertamenti dei Mossos d’Esquadra dimostrano che la causa dell’incidente è imputabile alla stanchezza e alla sonnolenza dell’autista. Gli accertamenti tecnici escludono avarie al sistema meccanico e ai freni del bus. Per le famiglie, dunque, ci furono colpa grave e negligenza dell’autista e il processo va riaperto.

(l’articolo completo sul sito de La Nazione)

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