Scuola infanzia Calenzano, nessuna distensione tra M5S e assessore Burberi

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Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa di Vito Antonio De Natale, consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Calenzano. Si parla della scuola per l’infanzia:

 

 

Sulla scuola per l’infanzia di Calenzano, il confronto a distanza fra l’assessore alla pubblica istruzione, Lara Burberi, e il MoVimento5Stelle, non mostra segni di distensione. Infatti il consigliere Pentastellato Vito Antonio De Natale, dopo aver letto l’intervista rilasciata dall’assessore agli organi di stampa, per quanto dichiarato dall’assessore, è letteralmente trasecolato.

Forse, dice lo stesso consigliere, prima di tutto occorre fare chiarezza sul concetto di scuola per l’infanzia e in particolar modo di asilo nido. Gli asili sono costituiti da quel complesso di componenti articolati e armonizzati allo stesso tempo, organizzati per il conseguimento degli obbiettivi che attengono: alla formazione, all’educazione, all’inserimento nel tessuto sociale, limitando il più possibile traumi e frustrazioni, anche se non sono mai del tutto scongiurabili, dei futuri cittadini, cioè il più delicato e prezioso materiale umano.    

Le componenti cui mi riferisco sono rappresentate da:                                                       – la struttura, le cui caratteristiche siano, al minimo, rispondenti ai parametri stabiliti dalla legge regionale di riferimento e che definiscono i rapporti fra gli spazi interni e le aree esterne, le dimensioni delle strutture e dei servizi a misura di bambino e moltissime altri particolari;                                                                                                                  – – l’insieme degli operatori, siano essi educatori, siano essi personale ausiliare, istruito, formato, aggiornato, ecc. tutto con il cerbero controllo dell’amministrazione pubblica,        – in fine, ma forse il primo in ordine d’importanza, un programma educativo predisposto da tutta l’unità di erogazione del servizio che tenda al conseguimento degli obbiettivi educativi, che siano verificabili e verificati alla conclusione dell’anno scolastico.  

Se questi sono i presupposti si capisce che le componenti qualificanti e qualificabili non sono rappresentati dalla struttura perché è l’elemento freddo che non interagisce, invece sono fondamentali gli operatori e i programmi che sono i soli a determinarne l’auspicabile livello di eccellenza. Allora non si capisce perché l’assessore riferisce di disporre di 95 posti in asilo pubblico. Niente di più falso, è mera millantazione, perché la gestione è condotta interamente da cooperative private, anche se convenzionate, sul cui personale non può esercitare alcun controllo, anche se si svolge in locali di proprietà del comune. Quanto alle richieste non soddisfatte che risultano inferiori per numero, è solo perché anche le nuove richieste erano inferiori. Le disponibilità di posti, anno dopo anno, dipendono da quanti frequentanti lasciano la struttura per approdare nei percorsi educativi successivi e non a nuovi provvedimenti. Per i nuovi criteri di dimensionamento dei contributi di spesa, non ci risulta che ci siano degli studi a sostegno dell’individuazione delle esigenze future da soddisfare, magari alla luce di valutazioni sulle dinamiche antropologiche. Si ha l’impressione, ma è quasi certezza, che siano gli eventi ad imporre le scelte e non il contrario, come dovrebbe essere.

Quanto al “sogno” della gestione diretta da parte del comune, come avveniva fino ad una diecina di anni orsono in modo eccellente, e come in altri comuni, anche contigui, ancora avviene, l’assessore la definisce irrealizzabile, motivando l’impossibilità per i costi molto alti. Ciò significa che tali costi vengono ribaltati, a scapito qualitativo, su altre componenti, o a carico della scarsità del servizio per il mancato rispetto del rapporto bambini educatori, o a carico del personale che oltre a coprire il servizio con un maggiore numero di ore di lavoro giornaliero anche da un salario sottopagato. Se così fosse non credo che l’immagine dell’Amministrazione di Calenzano ne esca qualificata, non sarebbe tollerabile da nessuna amministrazione, a maggior ragione da un comune che si dichiara di sinistra. Anche la costruzione di altre strutture non è risolutiva, si possono costruire quanti immobili si vuole, che una qualità che sta nelle corde di quest’amministrazione, ma se non ci si appropria della qualificazione del personale risulta tutto vano.

Se fosse ancora necessario ribadisco l’invito all’assessore di reclamare la dotazione degli strumenti necessari a realizzare gli obbiettivi rispondenti alle deleghe affidatele, in mancanza, compia l’unico gesto maturo e responsabile rassegnando le doverose e irrevocabili dimissioni seguendo il nobile e consapevole esempio di qualche altro collega“.

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