Rete Saharawi: “Condanna per la decisione del Marocco di impedire l’uscita dal territorio di Aminatou Haidar”

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La Rete Saharawi esprime la propria più ferma condanna per la decisione arbitraria, illegale e discriminatoria delle autorità di occupazione marocchine di impedire l’uscita dal territorio del Sahara Occidentale alla difensora dei diritti umani Aminatou Haidar, presidente dell’Instance Sahraouie Contre l’Occupation Marocaine (ISACOM), nonché alla figlia che la accompagnava.

Aminatou Haidar, figura simbolo della resistenza non violenta saharawi e vincitrice nel 2019 del Premio Right Livelihood, era diretta a Madrid dall’aeroporto di Dakhla per sottoporsi a urgenti accertamenti medici, resi necessari dal suo grave e fragile stato di salute, conseguenza diretta delle torture e della lunga sparizione forzata subite negli anni dell’occupazione. Il divieto di uscita le è stato imposto senza alcuna motivazione legittima, dopo controlli già regolarmente superati, configurando un atto di evidente accanimento politico e personale.

Questo episodio rappresenta una grave violazione del diritto fondamentale alla libertà di circolazione e del diritto alla salute, ed è parte integrante di una strategia sistematica di repressione, intimidazione, isolamento e punizione collettiva che il Marocco continua ad applicare contro i difensori saharawi dei diritti umani nei territori occupati del Sahara Occidentale.

La Rete Saharawi ricorda che Aminatou Haidar fu rapita a El Aaiún il 21 novembre 1987 e sottoposta a oltre tre anni di sparizione forzata e a torture disumane, pratiche documentate e denunciate a livello internazionale, che le hanno causato gravi patologie croniche ancora oggi invalidanti. Impedirle l’accesso a cure mediche adeguate costituisce una forma ulteriore di violenza e mette direttamente a rischio la sua vita.

La Rete Saharawi:
• chiede l’immediata revoca del divieto di uscita dal territorio imposto ad Aminatou Haidar e il pieno rispetto della sua libertà di movimento;

• denuncia la persecuzione sistematica dei difensori saharawi dei diritti umani e chiede la cessazione di ogni forma di repressione, sorveglianza e intimidazione; sollecita l’apertura di indagini indipendenti sulle torture e sulle sparizioni forzate commesse nei territori occupati, con l’individuazione e la sanzione dei responsabili;

• richiama il diritto inalienabile del popolo saharawi all’autodeterminazione, riconosciuto dalle Nazioni Unite, e la necessità della celebrazione del referendum promesso;

• invita la comunità internazionale, l’Unione Africana e in particolare la Spagna, in quanto potenza amministrante de jure del Sahara Occidentale, ad assumersi le proprie responsabilità storiche e giuridiche per porre fine all’occupazione illegale e alle gravi violazioni dei diritti umani.

La Rete Saharawi ribadisce la propria piena solidarietà ad Aminatou Haidar e al popolo saharawi e continuerà a denunciare, in tutte le sedi istituzionali e pubbliche, le violazioni commesse nei territori occupati del Sahara Occidentale.

Rete Saharawi

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