Sesto Fiorentino vota il nuovo sindaco: una poltrona per…?

0
334
Palazzo Comunale
TuttoSesto

Il silenzio, o presunto tale, sta lasciando spazio al rombo dei motori. Quelli della politica di Sesto Fiorentino, alle prese con la campagna elettorale (per ora in fase embrionale) in vista delle elezioni amministrative in programma tra il 15 aprile e il 15 giugno.

Se nel centrodestra tutto tace, o almeno così sembra, non si può certo affermare lo stesso per quanto riguarda il fronte opposto. L’appello con cui cento sestesi invitano la maggioranza (Partito Democratico, Per Sesto, AVS-Sinistra Italiana ed Ecolò) a indicare Damiano Sforzi (Per Sesto) come prossimo candidato sindaco ha impresso una notevole accelerata nella corsa alla poltrona di primo cittadino.

damiano_sforzi
Damiano Sforzi

In realtà i giochi sono partiti ben prima. Normale considerando che da tempo si sapeva che Lorenzo Falchi non avrebbe concluso il suo mandato.

La prima scintilla ha riguardato, tanto per cambiare, l’aeroporto. Gabriele Toccafondi, capogruppo di Casa Riformista, ha rivendicato un posto nel campo largo sestese, ma le sue posizioni sullo scalo di Peretola (“Siamo da sempre sostenitori della pista convergente parallela all’autostrada, l’idea Giani-Funari per capirsi. Su questo che nessuno ci chieda l’abiura” – La Nazione del 25 gennaio), sono sembrate subito inconciliabili. Aggettivo, quest’ultimo, non a caso utilizzato da Partito Democratico, Per Sesto, AVS-Sinistra Italiana ed Ecolò nel comunicato del 10 febbraio che conferma l’esclusione dei renziani dalla maggioranza.

Toccafondi-Renzi
Gabriele Toccafondi e Matteo Renzi

Discontinuità o continuità? E’ questo il pomo della discordia all’interno del centrosinistra. Da una parte Sinistra Italiana che, dopo dieci anni di successi targati Lorenzo Falchi, mira a confermare il percorso politico degli ultimi due lustri. “Sesto deve continuare a rimanere un esperimento della sinistra dove la sinistra è forte. E deve continuare ad avere una forte connotazione tematica a sinistra e continuare con i soliti soggetti con i quali abbiamo lavorato bene in questi anni”. Parole di Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra Italiana, pubblicate il 31 gennaio scorso su Il Tirreno. Dall’altra il Partito Democratico, alleato di Lorenzo Falchi nel suo secondo mandato, che predica invece un cambio di passo. “Non si può andare avanti per inerzia. Serve un salto di qualità, una nuova visione della città e vorremmo che questa visione fosse condivisa dalle altre forze del centrosinistra”: così Sara Bosi, segretario dem, il 24 gennaio scorso su La Nazione.

La parola chiave, come sempre quando si parla di politica, è “compromesso”. A cui la maggioranza dovrà arrivare relativamente al candidato sindaco. La prima persona a farsi avanti è stata la vicesindaca facente funzione Claudia Pecchioli, ma il suo partito (il Pd) non si è pronunciato (per ora).

Claudia Pecchioli
Claudia Pecchioli

I democratici hanno iniziato un percorso interno, ma servirà tempo per individuare un/una eventuale candidato/a interno. Anche perché, nel mentre, l’appello che “tira la volata” a Damiano Sforzi di cui abbiamo scritto all’inizio dell’articolo sembra aver scombussolato le carte in tavola all’interno della maggioranza. Il documento sottoscritto da cento cittadini è stato un fulmine a ciel sereno di cui gli altri partiti e liste (ad eccezione, ovviamente, di Per Sesto) erano ignari. Se sul fronte di AVS-Sinistra Italiana tutto tace (per ora), gli iscritti a Ecolò sono rimasti sorpresi nel vedere “candidature proposte unilateralmente, prima che questo percorso abbia potuto compiersi”. Una presa di posizione sposata dal Pd. Le dichiarazioni del segretario Sara Bosi non lasciano spazio ad interpretazioni: “Condividiamo quanto espresso da Ecolò che richiama con forza l’importanza di riportare l’attenzione sul percorso condiviso fra le forze di maggioranza. Un cammino che non può essere dato per scontato, ma che va costruito e rafforzato giorno dopo giorno, a partire dal confronto sui contenuti. La rincorsa alle firme o agli appelli personali, da qualsiasi parte provengano, non bastano: Sesto merita un progetto serio e duraturo”.

Come arrivare alla sintesi? Serviranno le primarie di coalizione o le forze di maggioranza troveranno l’accordo su un nome?

STEFANO NICCOLI

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO