Domenica 10 maggio ore 21,15
BOXEUR
di Maura Pettorruso
con Stefano Pietro Detassis
ricerca storica a cura di Lorenzo Vicentini
produzione Pequod Compagnia e ariaTeatro
Con il contributo di Fondazione Caritro e Comune di Trento e il sostegno di Fondazione Museo storico del Trentino
La boxe come resistenza e memoria: al Teatro Manzoni di Calenzano arriva “BOXEUR”, lo spettacolo che ha incantato i festival nazionali
La rassegna INCONTRI del Teatro Manzoni di Calenzano si prepara a ospitare uno degli appuntamenti più attesi della stagione. Domenica 10 maggio, alle ore 21:15, andrà in scena BOXEUR, un’opera di narrazione potente e raffinata scritta e diretta da Maura Pettorruso e interpretata da un energico Stefano Pietro Detassis. Lo spettacolo, prodotto da Pequod Compagnia e TeatroE, arriva in Toscana forte di un palmarès prestigioso, avendo recentemente conquistato il Premio RETABLO 2024 al Milano Off Fringe e ottenuto menzioni speciali in festival internazionali come il Dundee Fringe e il Thessalonike Festival.
Al centro della drammaturgia non c’è solo lo sport, ma un incrocio di destini che ha segnato la storia del Novecento. La narrazione prende le mosse da un incontro leggendario avvenuto a Parigi nel 1946, il primo grande match del dopoguerra, che vide contrapposti due uomini profondamente diversi ma accomunati da ferite indelebili. Da una parte Eugenio Smit Lorenzoni, giovane emigrato trentino fuggito dal fascismo per cercare fortuna nelle fabbriche francesi, e dall’altra Victor “Young” Perez, il campione tunisino di origini ebree che aveva conosciuto l’orrore dei lager nazisti, dove la boxe era diventata l’unica, disperata moneta di scambio per la sopravvivenza.
Attraverso un allestimento che cura con precisione millimetrica anche gli ambienti sonori, curati da Giacomo Maturi per richiamare le atmosfere dell’epoca senza mai scivolare nel pittoresco, “BOXEUR” si rivela un’esperienza civile necessaria. È una storia di riscatto e dignità che trasforma il ring in un luogo di solidarietà contro l’oppressione, ricordandoci che l’impossibile, come recita uno dei passaggi più toccanti della pièce, non è mai per sempre.




