«Quanto accaduto ieri sera durante il Consiglio comunale di Calenzano rappresenta un fatto di una gravità assoluta e incompatibile con il normale confronto democratico. Una consigliera comunale di opposizione pone domande su un tema che riguarda centinaia di famiglie e bambini del nostro territorio e, invece di ricevere risposte, viene attaccata dalla maggioranza e, secondo quanto denunciato dalla stessa consigliera, invitata addirittura a dimettersi da un assessore comunale.»
Lo dichiarano Andrea Cuscito, Segretario Provinciale di Futuro Nazionale Firenze, e Monica Castro, Consigliera comunale di Calenzano di Futuro Nazionale.
«La consigliera Monica Castro ha semplicemente chiesto chiarimenti sulla decisione dell’Amministrazione di chiudere lo storico punto mensa di Calenzano, con il conseguente trasferimento della preparazione dei pasti in un’altra struttura. Una scelta che riguarda direttamente la qualità del servizio di refezione scolastica, le diete speciali e il futuro di un servizio essenziale per centinaia di bambini e famiglie.»
Secondo Futuro Nazionale, la maggioranza avrebbe preferito evitare il confronto sul merito della questione.
«Invece di spiegare le ragioni di una decisione così importante, il Sindaco e la maggioranza hanno accusato Monica Castro di creare allarmismo e di danneggiare i lavoratori. Un’accusa falsa e strumentale. La nostra consigliera non ha mai attaccato i dipendenti, ai quali va il massimo rispetto, ma ha posto domande precise sull’organizzazione del servizio, sulla sua sostenibilità economica e sulle conseguenze di una scelta che appare dettata esclusivamente dalla necessità di ridurre i costi.»
«È ancora più grave – proseguono Cuscito e Castro – che l’Amministrazione abbia evitato di affrontare il merito della questione, nonostante il tema della refezione scolastica sia particolarmente delicato anche alla luce dei gravi episodi verificatisi negli anni scorsi, compreso il caso di salmonella del 2024 che coinvolse numerosi bambini. Chiedere trasparenza su una riorganizzazione così importante significa svolgere il proprio dovere istituzionale, non creare allarmismo.»
Secondo quanto riferito dalla consigliera Castro, l’episodio più grave si sarebbe verificato durante la sospensione della seduta, quando la registrazione del Consiglio comunale era interrotta.
Monica Castro dichiara:
«L’assessore Sansone è evidentemente nervoso. Dopo il teatrino delle sue finte dimissioni, ieri ha pensato bene di chiederle a me.
A seguito della mia richiesta di chiarimenti sulla chiusura della storica mensa scolastica di Calenzano si è scatenata una bagarre con il Sindaco, che ha chiesto al Presidente del Consiglio la sospensione della seduta. È stato proprio durante quella sospensione che l’assessore Sansone si è alzato dal proprio banco, si è avvicinato al mio e, con atteggiamento intimidatorio, mi ha urlato: “Ti devi dimettere”.
Non si era mai vista una maggioranza che pretende le dimissioni di un consigliere di opposizione. Questa è la politica al contrario, il sintomo di un’amministrazione che, quando viene messa di fronte alle proprie responsabilità, perde la calma invece di rispondere.
Io sono stata eletta dai cittadini attraverso le preferenze. L’assessore, invece, ricopre un incarico fiduciario e percepisce un’indennità pubblica. Se c’è qualcuno che dovrebbe interrogarsi sul proprio operato, viste le numerose criticità irrisolte del nostro territorio, è proprio lui.
La verità è che quando questa maggioranza viene incalzata sui problemi delle partecipate, sui buchi di bilancio e sulle proprie scelte amministrative, sceglie di non rispondere, di spostare l’attenzione e di attaccare personalmente chi svolge il proprio ruolo di controllo.
Non ho mai chiesto le dimissioni di nessuno. Non accetto lezioni di democrazia da una maggioranza che non rispetta il ruolo dell’opposizione e che arriva a utilizzare atteggiamenti che ritengo del tutto incompatibili con il confronto istituzionale.»
Interviene quindi Andrea Cuscito.
«Esprimo la più totale solidarietà a Monica Castro. Se quanto denunciato dalla nostra consigliera corrisponde a quanto accaduto durante la sospensione della seduta, siamo di fronte a un comportamento di una gravità inaudita. Un assessore non può utilizzare un momento di sospensione dei lavori per affrontare in modo intimidatorio un consigliere comunale che sta semplicemente esercitando il proprio mandato.»
«Colpisce inoltre il silenzio del Sindaco e della Presidenza del Consiglio comunale, che avrebbero dovuto garantire il rispetto delle istituzioni e del ruolo dell’opposizione. Chi governa un Comune deve rispondere alle domande dei consiglieri, non tentare di delegittimarli quando pongono questioni scomode.»
«Futuro Nazionale chiede che il Sindaco chiarisca pubblicamente quanto accaduto e prenda posizione sul comportamento denunciato dalla consigliera Castro. Se si ritiene normale che un assessore chieda le dimissioni di un consigliere di opposizione invece di rispondere alle sue domande, significa che si è perso il senso delle istituzioni.»
«Monica Castro continuerà a svolgere il proprio ruolo con la determinazione che l’ha sempre contraddistinta. Nessuna intimidazione, nessun tentativo di delegittimazione e nessun atteggiamento arrogante fermeranno il lavoro di chi è stato eletto dai cittadini per controllare l’operato dell’Amministrazione. La democrazia si difende con il confronto, non con le intimidazioni.»

