Castro (Futuro Nazionale): “Perplessità e preoccupazione per la nuova apertura della cava sud Cassiana”

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Dopo anni di sofferenze per le nostre comunità e la sudata chiusura delle attività, Calenzano riapre le porte ai cavatori. Siamo molto perplessi e preoccupati per il progetto della Cava Sud Cassiana: non possiamo accettare un modello di business fatto di privati che prendono, devastano e non restituiscono nulla al territorio. In un momento di forte incertezza come quello attuale, è inaccettabile tornare indietro e riattivare uno scavo dall’impatto ambientale e viario devastante per le frazioni interessate.

Attorno a questa riapertura la maggioranza e tutta la sinistra stanno mettendo in scena un cortocircuito politico ridicolo e pericoloso. Da un lato hanno voluto e avallato la riapertura della cava, dall’altro oggi si scagliano contro la nuova strada del Carlone, che rappresenterebbe l’unica vera via alternativa per alleggerire l’intasamento critico della SP8. Al suo posto ci rifilano la “soluzione” sbandierata dal Sindaco: una stradina interna che, oltre a non risolvere il problema del traffico dei mezzi pesanti, riuscirà nell’impresa di distruggere chilometri di vegetazione lungo il torrente Marina. Il motivo di questo silenzio e di questa accondiscendenza? È sempre la solita storia: far cassa. Il Comune da questi scavi ci guadagna ed è proprio per questo che non esprime una posizione ferma a tutela del territorio, preferendo gli incassi al benessere dei cittadini.

A tutto ciò si sommano le risposte surreali avute in Consiglio Comunale, dove l’Assessore Venturini ha provato a giustificare gli scavi tirando in ballo persino la guerra in Ucraina. Una scusa ridicola: il Decreto Ucraina parla di impianti fotovoltaici e rinnovabili nelle cave dismesse, non certo di tornare a scavare la montagna. Ma da chi spaccia per “green” qualunque intervento ad alto impatto, dai piloni di Terna al nuovo hub nell’ex deposito Eni, non ci si può aspettare di meglio. Su queste dichiarazioni surreali depositerò immediatamente una nuova interrogazione urgente.

Ci si chiede che fine abbiano fatto i vecchi comitati contro i poli estrattivi, ma la risposta è fin troppo semplice: i loro paladini oggi sono amici dell’attuale maggioranza. Basta cambiare colore politico e le cave, d’un tratto, vanno bene a tutti. Questa è la sinistra a Calenzano: prona agli interessi economici, incoerente sulle infrastrutture e sorda ai bisogni della gente. Se la maggioranza volterà le spalle al territorio, io sarò al fianco dei cittadini. Per questo mi farò promotrice della nascita di un nuovo comitato di controllo: monitoreremo costantemente ogni fase delle operazioni e faremo di tutto, in aula e tra le persone, per fermare o limitare il più possibile queste devastanti escavazioni.

Monica Castro Pivetta – Futuro Nazionale

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