Negli scorsi mesi tutti i candidati a sindaco hanno pubblicato sul sito internet del Comune le dichiarazioni delle proprie spese elettorali, secondo quanto previsto dalla normativa vigente. Il documento presentato dal Sindaco attuale, in merito alle spese sostenute per la sua campagna elettorale, pubblicato sul sito del Comune di Calenzano nella sezione Amministrazione Trasparente riportava, affermando sul suo “onore che quanto dichiarato corrisponde al vero” quanto segue: “che non sono state effettuate operazioni di raccolta fondi per il finanziamento della mia campagna elettorale”, “che non ho sostenuto alcuna spesa per la mia propaganda elettorale”, e “di non aver assunto obbligazioni e di non avere ottenuto dal Partito/Lista/gruppo di appartenenza alcun finanziamento o contributo né la messa a disposizione di alcun servizio”.
E’ apparso fin da subito che queste risposte difficilmente fossero corrette, in quanto basta ricordare i vari manifesti stampati per le iniziative, i volantini o il programma elettorale stampato in tipografia a colori e rilegato: sappiamo bene tutti che le campagne elettorali gratuite non esistono. Per questo, nel consiglio Comunale del 26 Marzo 2025 abbiamo presentato un’interpellanza per chiedere chiarimenti al Sindaco.
Alla nostra richiesta di confermare la dichiarazione di non aver speso niente riportata sul sito del Comune, un sindaco fortemente imbarazzato ci ha risposto con una sua personale interpretazione, ovvero che le spese non fossero state sostenute da lui personalmente, ovvero con disponibilità finanziare sue personali, ma che la campagna elettorale era stata finanziata dalla compagine politica che lo ha sostenuto, e che la rendicontazione predisposta dal suo mandatario elettorale per “mero disguido” la rendicontazione non era stata caricata sul sito del Comune. Una risposta che ci è sembrata sul momento molto contraddittoria, dato che il mandatario viene nominato dal candidato sindaco e non dalle liste o dalla coalizione che lo sostiene, il quale mandatario apre, sempre in nome del candidato sindaco, il conto corrente sul quale per legge devono transitare finanziamenti e spese elettorali.
La contraddizione è poi emersa ancora con maggior evidenza quando, nei giorni seguenti, accanto al modulo “spese elettorali” con la dichiarazione negativa del Sindaco ne è comparso un altro denominato “Rimborsi spese elettorali”: ovvero la dichiarazione e rendiconto che il sindaco aveva presentato entro 90 giorni dalla sua proclamazione, alla Corte di Appello. In quella dichiarazione, il sindaco “dichiara di avere sostenuto, come da allegato rendiconto per un totale di €. 8.433,62”, e di aver ottenuto contributi/finanziamenti da terzi (Partito/lista/gruppo di candidati) per un €. 8.790,00”. Sotto, compare la “firma del candidato”. Dunque adesso sul sito del Comune ci sono due moduli sottoscritti dal sindaco, uno in cui giura sul suo onore di non aver ricevuto finanziamenti e di non aver speso niente, e uno in cui dichiara di aver speso le cifre sopra riportate.
E dunque, come può il Sindaco aver risposto (e continuare a rispondere) in due modi diversi alle stesse domande? E come mai questa dichiarazione, da pubblicare per legge, è stata pubblicata solo adesso?
Il Sindaco ha voluto mettere una toppa che è peggiore del buco. Perché semplicemente non ha ammesso l’errore commesso e sostituito il modulo in cui si dichiara di non aver speso niente con quello corretto?
Inoltre, nell’allegato “B” tra le generalità di coloro che hanno contribuito a finanziare la campagna elettorale, oltre all’associazione politica principale che ha candidato Carovani, compare anche il nome di un’attuale assessora, che ha addirittura finanziato per quasi il 20% la campagna elettorale. Un dato che potrebbe far riflettere sui motivi del ritardo di questa pubblicazione. Su quali basi è stata composta la giunta comunale? E’ una domanda che molti cittadini e cittadine si fanno da tempo.
Infine, durante il consiglio comunale è emersa un’ennesima contraddizione. Un consigliere di maggioranza, che ai tempi della campagna elettorale ricopriva il ruolo di presidente dell’associazione politica capofila della coalizione, ha preso la parola subito dopo il Sindaco e ha dichiarato di essersi occupato lui in prima persona di tutta la parte burocratica, quando invece il suo nome non compare mai nei documenti ufficiali. Non svolgeva infatti il ruolo di mandatario, il quale invece dovrebbe avere provveduto a depositare la documentazione.
Emerge insomma un gran pasticcio, che fa pensare che con molta leggerezza e troppa approssimazione siano stati firmati e pubblicati documenti di rendicontazione richiesti per legge, forse pensando che nessuno sarebbe mai andato a consultare le dichiarazioni rilasciate. Non abbiamo nessun interesse a riproporre la vicenda sul piano giudiziario, premesso che gli atti sono adesso pubblici, la seduta del consiglio comunale registrata in streaming e dunque chiunque può leggere e ascoltare; ma sul piano politico ci chiediamo quale considerazione si possa avere di un sindaco che con la massima superficialità ha rilasciato delle dichiarazioni che dopo ha dovuto smentire, pur perseverando nella contraddizione di due dichiarazioni opposte! Un Sindaco firma atti quotidianamente, e si assume responsabilità delle quali deve essere pienamente consapevole, e la fiducia è un presupposto alla base di un rapporto fiduciario tra cittadino e sindaco che facilmente può essere compromessa.
Solo un passo falso del sindaco, o un forte segnale della scarsa affidabilità sua e dell’intera coalizione che lo sostiene?
Per il gruppo Consiliare, la Capogruppo Arena Maria