Caos Pd Sesto, Bosi: “Ristabiliamo la verità”

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Pd Sesto Fiorentino

Dobbiamo innanzitutto esprimere una difficoltà, e forse anche un disagio, nel trovarci ancora una volta costretti a intervenire pubblicamente per rispondere ad attacchi che arrivano dall’interno della nostra stessa comunità politica. Avremmo preferito il confronto nelle sedi opportune. Tuttavia, il tenore e la gravità delle accuse mosse non consentono il silenzio.

La prima e vera vittima di questa esposizione continua è il Partito Democratico di Sesto Fiorentino. E non possiamo non constatare come questa elementare considerazione sembri non essere tenuta nella dovuta attenzione proprio da chi rappresenta il Partito nelle istituzioni ai livelli più alti.
Entrando nel merito dei fatti, è necessario ristabilire la verità.

La candidatura di Giulia Barducci non è stata presentata dalla segretaria né dalla segreteria, ma da 25 firmatari tra componenti dell’Assemblea comunale del Partito Democratico di Sesto Fiorentino (21 su 32) e gruppo consiliare (5 su 8). È stata quindi sottoposta al voto e approvata con 17 voti favorevoli su 27 presenti. Si tratta di numeri, non di interpretazioni. E i numeri certificano un percorso formalmente corretto e pienamente legittimo.

Definire “notabili” i membri dell’Assemblea significa delegittimare l’organo massimo di indirizzo politico del Partito a livello cittadino. Un organo che non solo è previsto dallo Statuto, ma è stato eletto dagli iscritti e che, tra l’altro, è lo stesso che in passato ha sostenuto e scelto molte delle persone che oggi lo attaccano, e che oggi sembrano dimenticarsi di essere state scelte, come normale, con gli stessi percorsi interni.

Non stiamo parlando di un gruppo improvvisato, ma dell’organismo individuato dalle regole del Partito stesso. Metterne in discussione la legittimità significa mettere in discussione il Partito nella sua struttura democratica.

Sul tema dell’aeroporto è doveroso chiarire: il Partito Democratico ha assunto da tempo una posizione chiara e ufficiale di contrarietà alla nuova pista. Nessuna ambiguità, nessun riposizionamento.

Inoltre, il PD parteciperà al tavolo di coalizione per decidere il percorso da seguire. La scelta dipenderà dalla capacità della coalizione di costruire una sintesi politica seria: prima il progetto per la città, poi il nome del candidato. Litigare sui nomi non risponde alle esigenze dei cittadini. Chi non mette al primo posto la proposta politica sta indebolendo l’intero centrosinistra.

Infine, una questione di metodo che riteniamo fondamentale.

La candidatura di Claudia Pecchioli, presentata come sostenuta dal 40% degli iscritti, non è mai stata formalmente sottoposta all’Assemblea. Non è pervenuta in alcuna forma ufficiale neanche nell’ultima seduta che ne avrebbe costituito la sede naturale, considerato l’ordine del giorno.
È stata comunicata via mail riportando un numero di firme che, però, non sono mai state materialmente depositate, consegnate o verificate da alcun organo del Partito, a nessun livello. Insomma non sono mai state viste.

Riteniamo questo fatto non rispettoso: non rispettoso degli organismi dirigenti, non rispettoso delle regole condivise, ma soprattutto non rispettoso della comunità democratica e degli iscritti che quelle firme hanno apposto. Chiedere una firma significa chiedere una presa di posizione politica alle persone. È un atto serio, che comporta responsabilità e che deve trovare un percorso formale nelle sedi previste. Diversamente, si rischia di trasformare uno strumento di partecipazione in uno strumento di pressione mediatica, finendo per mortificare proprio le persone che si dice di voler rappresentare.
Il confronto politico è legittimo. Le differenze sono fisiologiche. Ma la delegittimazione pubblica degli organismi del Partito e l’uso improprio di strumenti interni non rafforzano nessuno: indeboliscono soltanto il Partito nel suo insieme.

Per questo ribadiamo con fermezza che il rispetto delle regole, delle sedi e della comunità democratica deve tornare ad essere il primo punto condiviso. Senza questo, ogni discussione rischia di diventare solo un danno collettivo.

Sara Bosi – Segretaria comunale del PD di Sesto Fiorentino

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