Mentre Il primo cittadino discute dei confini tra Nato e Russia, qui a Calenzano rischiamo di perdere di vista i confini tra una strada sicura e una dissestata. Forse, prima di risolvere i conflitti mondiali, si potrebbero concentrare sul ‘conflitto’ tra degrado e decoro urbano e sulla tutela del nostro splendido paesaggio.
I cittadini avrebbero bisogno di meno geopolitica e di qualche strada ben fatta in più per ritrovare serenità e spirito di comunità. A Sommaia da 10 mesi, i residenti aspettano una strada sicura e transitabile almeno per un mezzo di soccorso. Niente da fare. Sul comune di Sesto Fiorentino i lavori si sono fermati mentre il comune di Calenzano aspetta il risarcimento di un’assicurazione privata. Dopo il crollo a causa del passaggio di un mezzo pesante, del nuovo tratto di strada di Sommaia, l’amministrazione poteva intervenire in somma urgenza e anticipare la spesa, invece ha preferito attendere procurando altri danni ai quei cittadini già provati dalla situazione post alluvione.
Per il Sindaco ultimamente è stato più facile scambiare Calenzano per la Palestina, viste le bandiere che sventolano dai balconi al posto del nostro Tricolore che occuparsi di risolvere I problemi del territorio. Vorrei però ricordargli che alle prossime elezioni saranno i calenzanesi a dare i voti, non i cittadini del Venezuela o di Gaza. A Calenzano occorre meno diplomazia internazionale e più cura del territorio.
Monica Castro capogruppo Fratelli d’Italia Calenzano


