Elezioni comunali a Sesto Fiorentino: confusione totale

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Passano i giorni, ma la situazione politica in vista della elezioni comunali a Sesto Fiorentino non accenna a chiarirsi. Rispetto al nostro ultimo articolo, datato 19 febbraio, molta acqua è passata sotto i ponti ma nessun chiarimento è arrivato. Anzi.

Si sa che i tempi della politica talvolta sono lunghi, ma le elezioni si avvicinano e i cittadini iniziano a chiedersi quali saranno le forze e le persone in campo.

Proviamo a (ri)fare il punto della situazione.

Dopo l’appello a favore di Sforzi, le firme degli iscritti Pd a favore della vicesindaca Pecchioli e l’assemblea pubblica organizzata da Ecolò, le divisioni all’interno del Partito Democratico si sono manifestate in tutta la loro più cruda e scomposta realtà. Da una parte i sostenitori di Claudia Pecchioli che hanno prima accusato la segreteria di prepotenza e poi, dopo che l’assemblea aveva designato Giulia Barducci come candidata del partito, di violazione dello statuto. Non è mancata la chiosa finale (?) della segretaria dem Sara Bosi che, almeno nelle intenzioni, vorrebbe riportare chiarezza nel dibattito interno.

Se tra gli iscritti del Pd volano gli stracci, tutt’altro che tranquilla è la situazione anche all’interno della coalizione di maggioranza. Ecolò, dopo aver dichiarato di “non ritenere Sforzi il candidato migliore per guidare Sesto”, ha tirato dritto verso le primarie di coalizione definendole inevitabili e necessarie e sostenendo di essere pronta ad affrontarle con la candidatura di Beatrice Corsi. Gli altri partiti della maggioranza, però, si guardano bene dall’usare la parola “primarie” nei loro comunicati anche se, a onor del vero, pare abbiano votato, tutti, il regolamento delle eventuali consultazioni.

In tutto questo spicca il silenzio di Alleanza Verdi Sinistra che pure alle ultime elezioni regionali ha ottenuto più del 37%.

Gli scenari nel centrosinistra sono evidentemente ancora tutti aperti.

Casa Riformista, dopo essere stata ripudiata dal centrosinistra per le posizioni relative all’aeroporto, ha presentato il suo programma e sembra destinata a dover far corsa da sola.

A destra, viceversa, tutto tace. Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia per ora non si esprimono. L’unico a parlare è stato Daniele Brunori che ha fondato la lista civica Via Nova dopo essere uscito dalla Lega. In attesa di vedere da chi saranno composte le liste e se verranno realizzate alleanze, l‘ex leghista ha dichiarato che l’obiettivo è vincere e che punta, come lista, al 20%. Percentuale che, seppur ambiziosa, non sarebbe in realtà sufficiente per sedersi sulla poltrona di sindaco. Per il momento è da segnalare solo la polemica con la presidente del Centro Commerciale Naturale Sesto Sotto Casa, Sabrina Piermarini.

In conclusione, la politica sestese sembra dover fare i conti con l’assenza di leader in grado di coagulare intorno a loro il consenso dei cittadini. Un problema che il Pd si trascina dai tempi di Gianni Gianassi. Il tempo è passato, ma i Dem di Sesto sembrano non aver fatto tesoro delle sconfitte elettorali del 2016 e del 2025.

Con l’addio di Lorenzo Falchi anche la sinistra (AVS, Ecolò e Per Sesto) mostra difficoltà a esprimere una politica unitaria e un candidato unico.

Da Berlusconi in poi la politica si è sempre più affidata alle capacità del singolo e sempre meno alla collegialità delle assemblee di partito. Tutti dicono di interpretare il volere dei cittadini, ma poco si adoperano per ascoltarli. La disaffezione al voto è il sintomo principale di questa politica malata. Poco importa se a Sesto i sintomi sembrano meno gravi se poi, anche qui, nessuno cerca la cura.

STEFANO NICCOLI

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