“Comprendere per intervenire, perché il rischio idrogeologico è alto e le manifestazioni climatiche estreme sono una realtà. A sesto il 14 marzo 2025, a campi il 2-3 novembre 2023, ma anche Calenzano, Prato, Poggio a Caiano.
Questa zona che non a caso si chiama “piana” e una sua parte “padule”, per la cui bonifica sono stati realizzati canali e fossi anche imponenti, si trova a ridosso di monte morello e delle sue tre cime con altezze di 900 metri. Siamo di fronte a torrenti spesso in secca che diventano fiumi impetuosi e una ampia zona che e’ considerata dagli esperti “alluvionabile” per il livello del terreno e oggi all’incontro gli esperti della materia lo hanno ricordato e sottolineato.
Siamo di fronte ad un cambiamento climatico e abbiamo un territorio fortemente antropizzato ovvero trasformato dall’intervento umano. Servono cambiamenti che riguardano il genere umano ma servono interventi per arginare questi eventi estremi e non basta di certo abbattere un ponte in piazza del mercato quando ne hai altre tre nell’arco di 20 metri. Serve un piano urbanistico che sia coerente con il rischio idraulico e la fascia a rischio alluvione, servono opere idrauliche e serve coraggio e decisione per realizzarle. Servono risorse, norme e una unità di missione nazionale per coordinare le azioni locali. Sicuramente non aiuta un governo che solo per decidere lo “stato di emergenza” delle ultime disastrose alluvioni ci ha messo sei mesi.
In Toscana l’invaso di Bilancino, lo scolmatore, le vasche di laminazione, argini ed invasi sono state opere pubbliche spesso osteggiate da parte di una rumorosa minoranza, opere che nel tempo si sono rivelate però utilissime.
Noi nel programma porteremo alla coalizione il tema, in un vero e proprio patto con il territorio, un tema che ci riguarda tutti e riguarda la pianificazione urbanistica e la gestione del territorio e non solo la fase dell’emergenza. Perché il rischio c’è ed è molto concreto”. Così Gabriele Toccafondi consigliere comunale a Sesto, Alessandro Martini, Maurizio Toccafondi e Leonardo Pagliazzi di Casa Riformista Sesto.


