La storia
“C’era la festa del Trentesimo. Si faceva il giorno di Sant’Antonio Abate e vi partecipavano tutti i contadini dei dintorni. A organizzarla provvedeva, fino a molti anni prima che io nascessi, il Comitato del Trentesimo”, così scrive il cavalier Evangelista Righini, che nel 2010, all’età di 96 anni, ha pubblicato i ricordi della propria vita nel volume Esperienze di vita a Cercina. Questo libro di memorie è fondamentale per ricostruire e trarre importanti informazioni sul Comitato del Trentesimo dalle antiche origini fin quasi ai giorni nostri; il cavaliere, che è stato socio del Trentesimo per tanti anni, è scomparso da poco all’età di 102 anni.
La storia del Comitato del Trentesimo risale al 1780: nato da trenta capo famiglia scelti fra le famiglie del territorio con l’obiettivo di sostenersi e aiutarsi nelle difficoltà ma anche di mantenere vive le tradizioni della società del tempo. Lo scopo del Comitato è rimasto nel tempo lo stesso: non si tratta solo dell’organizzazione per mantenere le tradizioni popolari, ma di una vera e propria associazione per la solidarietà. Tra i compiti vi erano quelli di assistere i malati, seppellire i defunti, dare conforto alle famiglie, supportare gli indigenti, ad esempio con collette per aiutare le famiglie per ricomprare gli animali in caso di epidemie o difficoltà. Come ha riportato nel suo testo il cavalier Righini, scrivendo che “A quei tempi non c’erano né dottori né medicine ma c’era tanta solidarietà fra le famiglie”.
Negli anni il Comitato ha sempre mantenuto la tradizione della Festa di Sant’ Antonio che fu sospesa solo durante le due guerre mondiali (1914-17 e 1944-47) e nel 1953 quando, per cause ignote, il piovano Don Pio decise di scioglierlo. Nel 1970 fu ricostituito quando Oreste Consigli, Francesco Zanieri, Evangelista Righini e Giuseppe Chiarelli chiesero al nuovo sacerdote, Don Umberto, di poter riproporre la festa. Una nota da sottolineare che i componenti del Comitato erano solo uomini, ma da una decina di anni sono entrate a far parte del Comitato anche le donne che si impegnano a mantenere viva questa tradizione coinvolgendo così anche le nuove generazioni perché questa realtà non si perda nel tempo.
In occasione della Festa, i componenti del Comitato scelgono due festaioli i cui nomi vengono estratti a sorte; quest’anno i due “Festaioli” sono Paola Sensi e Massimo Giacobbi che, accompagnati dalla Banda Musicale aprono il corteo portando il labaro del Comitato e, partendo dal luogo di ritrovo ( ogni anno viene deciso il punto di partenza del corteo) arrivano al piazzale davanti alla Chiesa di Cercina,. Una volta i “festaioli” in segno di riconoscimento arrivavano su un carro trainato da cavalli, oggi arrivano a piedi con il gruppo dei partecipanti.
La Festa di Sant’Antonio
Il Comitato del Trentesimo fa parte oggi della Pro Sesto A.P.S -Pro Loco di Sesto Fiorentino, che gli ha fornito la struttura necessaria per proseguire l’organizzazione della Festa di Sant’Antonio. Quest’anno la Festa si sviluppa in due giornate: dal venerdì alla domenica 18 gennaio, quando viene celebrato il santo, considerato il patrono degli animali.
Venerdì 16, presso il Circolo Pian di San Bartolo ci sarà il torneo di Briscola. La vera festa, però, è la domenica, che inizia con il corteo, l’esibizione della banda musicale e le majorette: insieme ai festaioli, alle istituzioni locali, alle innumerevoli associazioni e alle aziende che collaborano, i musicisti sfilano dal ristorante dei Ricchi fino alla Chiesa di Sant’Andrea. Un nutrito gruppo di persone con e senza animali si unisce sempre al corteo e percorre poco meno di un chilometro con cani, gatti, conigli, galline e pappagalli, cavalli…
Davanti alla Chiesa di Sant’Andrea, conclusa la musica della banda e la coreografia delle majorette, inizia la benedizione degli animali, così strettamente legati a Sant’Antonio Abate, il quale, secondo la tradizione cristiana fu il primo degli abati e fondatore del monachesimo cristiano.
Sono centinaia le persone che giungono alla Chiesa di Sant’Andrea e attendono in fila la benedizione e di ricevere la medaglia in bronzo, forgiata dal Trentesimo con la figura di Sant’Antonio, l’anno e il ricordo della festa.
Dopo questo rituale, un po’ caotico ma molto gioioso, inizia la messa: il portone della chiesa si apre a tutti e gli animali si accomodano tra le navate, sotto ai meravigliosi affreschi del Ghirlandaio, ai lati delle panche. Lo spettacolo che offrono è magico. Il parroco, in questi anni don Stefano, appassionato e sensibile nei confronti degli animali, solitamente organizza una messa apposita, incentrata su di loro.
Contemporaneamente alla benedizione e alla messa e per tutta la giornata, nel chiostro della chiesa è possibile degustare la fettunta con l’olio nuovo, accompagnata da un bicchiere di vino. I volontari del Comitato del Trentesimo, infatti, abbrustoliscono il pane sul fuoco e lo servono ai partecipanti all’evento, condito con un pizzico di sale oppure con un po’ di aglio. Le offerte raccolte servono per continuare la tradizione, coprire le spese vive dell’organizzazione e degli acquisti.
Quest’anno è stato organizzato un pranzo sociale presso il Centro Civico n.5 in Via della Docciola il cui ricavato sarà devoluto per i lavori di ristrutturazione del Circolo di Cercina.
Pro Loco Sesto Fiorentino




