Andrea Barducci e Valdo Spini lanciano l’appello per creare la casa del centrosinistra

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Da sinistra: Valdo Spini e Andrea Barducci

Unire forze politiche, sindacali, associative, culturali e anche singoli cittadini per creare la casa del centrosinistra sestese. E’ questo l’obiettivo dell’appello dal titolo “Oggi, più che mai, piazza Ginori 11“. A lanciarlo sono due big della politica a livello locale e nazionale: Andrea Barducci, ex sindaco di Sesto Fiorentino ed ex presidente della Provincia di Firenze, e Valdo Spini, ex ministro ed ex docente all’Università di Firenze.

L’intento è non smarrire il patrimonio della storica struttura di piazza Ginori, sede del Partito Democratico di Sesto Fiorentino.

Proviamo a lanciare un’iniziativa politica che si rivolge al centrosinistra sestese. Sesto ha scritto pagine importanti nella storia del centrosinistra. Questa iniziativa è tutt’altro che volta al passato. Il Paese ha bisogno di ritrovare le regioni di valori comuni. Il centrosinistra può mettere sul tavolo cose importanti – dice Andrea Barducci -. Il rischio che questo luogo venga disperso c’è e non vogliamo che ciò avvenga. L’accordo sottoscritto prevede che questo luogo diventi la casa delle forze riformiste-progressiste. Ci rivolgiamo a tutta la città, andando oltre le sigle di appartenenza. Vogliamo che questa messaggio sia colto da chi ha responsabilità politiche-istituzionali sulla città.

Se alcuni possono considerare l’appello un modo per dividere l’affitto della struttura di piazza Ginori? C’è un accordo economico che ognuno dei sottoscrittori dell’appello deve rispettare, ma la parte patrimoniale-immobiliare e quella politica sono divise. Mi aspetto che la politica di Sesto, se ha ancora degli attributi, risponda con efficacia, entrando nel merito della questione. Tempo? Ce ne vorrà un po‘.

Con questo appello non vogliamo entrare nel merito delle vicende patrimoniali e immobiliari della sinistra sestese – aggiunge Valdo Spini -. Si tratta di verificare se, dalla risoluzione di un problema concreto, quello del destino dell’immobile, non possa venire un momento di dialogo e di convergenza nel mantenimento a finalità politiche, culturali, sociali di un edificio storico, sia pure nell’evidente contesto pluralistico che si è determinato a tutti i livelli. Si tratta di dare un segnale di preciso significato comunale, metropolitano, regionale ma anche nazionale di iniziativa e ripresa di convergenza unitaria. Noi firmatari dell’appello ci auguriamo che ci siano i presupposti affinché si sviluppi un dialogo e affinché questo luogo di incontri, dibattiti ed elaborazioni politiche resti tale. Speriamo che si sviluppi un dibattito non pregiudiziale, che guardi più al risultato finale che non ai pur giustificati motivi di contrasto attuali“.

STEFANO NICCOLI

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