Credito Cooperativo Fiorentino, condanna con sconto per Verdini

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foto di corriere.it

Condanna, con un po’ di ‘sconto’, per Denis Verdini in corte di appello, a Firenze, nel processo sul crac del Credito Cooperativo Fiorentino (Ccf), la banca di Campi Bisenzio di cui è stato presidente un ventennio e che, per le accuse, venne svuotata di ingenti risorse finanziarie sotto la sua gestione. I giudici del secondo grado gli hanno inflitto
una pena di 6 anni e 10 mesi per bancarotta fraudolenta e, in continuazione, per truffa allo Stato riguardo ai fondi per l’editoria percepiti tra 2010 e 2011 dai giornali del suo
gruppo.

 

Confermata l’interdizione perpetua dai pubblici uffici. I sostituti pg Fabio Origlio e Luciana Singlitico avevano chiesto otto anni. Rispetto al primo grado, dove venne condannato a 9 anni, la pena è scesa: ma in realtà Verdini sperava nell’assoluzione, cosi’ come perorato nell’udienza del 29 giugno dal suo difensore, l’avvocato Franco Coppi, e anche da
lui stesso con dichiarazioni spontanee dove si era commosso, aveva pianto, dicendo che “non e’ vero che volevo far fallire la banca, io ho dato tutto per quella banca”. 

 


Per Coppi l’assoluzione doveva beneficiare Verdini da tutte le accuse. La corte di appello invece lo ha assolto per prescrizione solo da alcuni fatti, come le accuse di truffa allo
Stato per due anni di contributi all’editoria, il 2008 e il 2009. “Rimaniamo stupiti, attendiamo di leggere gli snodi essenziali della sentenza”, ha commentato uscendo dal palazzo di giustizia l’avvocato Ester Molinaro, difensore di Verdini a fianco di Coppi.

 

Le motivazioni saranno pronte entro 90 giorni. Stamani Verdini si era presentato in aula dando l’idea di voler attendere la lettura della sentenza. Ma al rientro dei giudici dalla camera di consiglio, verso l’ora di pranzo, circa tre ore dopo, non c’era. Ha ascoltato la sentenza, invece, il suo amico Riccardo Fusi, co-imputato. 

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Fusi e il socio Roberto Bartolomei, proprietari della ex Btp, societa’ di costruzioni che ricevette notevoli finanziamenti dal Ccf, hanno visto peggiorare le loro condanne: per loro la corte di appello ha deciso 5 anni e 10 mesi ciascuno (in primo grado erano state 5 anni e mezzo). Sempre per il dissesto dell’ex Ccf sono condannati a 3 anni e 4 mesi Monica Manescalchi e Leonardo Rossi. 

 
Inoltre la corte ha accolto patteggiamenti per l’ex dg della banca Pietro Italo Biagini a 3 anni e 10 mesi (in primo grado erano 6 anni per bancarotta fraudolenta), con interdizione temporanea dai pubblici uffici (in primo grado era perpetua), e per numerosi membri del cda e revisori dei conti, tutti a 1 anno e 8 mesi a parte Fabrizio Nucci (1 anno e 9 mesi). Per la truffa al fondo per l’editoria la corte di appello ha condannato, tra gli altri, anche l’ex a.d. e ex deputato di Ala Massimo Parisi a 1 anno, 5 mesi e 15 giorni, l’ex presidente della Ste Girolamo Strozzi Majorca a 8 mesi e 15 giorni, il manager Pierluigi Picerno a 9 mesi e 15 giorni. Verdini e altri condannati devono anche rimborsare delle spese di parte civile la Presidenza del Consiglio dei Ministri. Verdini pure l’Agenzia delle Entrate.

ANSA 

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