Il Sol dell’Avvenire tramonta anche sulla Piana

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La Piana si è risvegliata meno rossa stamattina. I risultati deludenti ottenuti da sinistra e centrosinistra stanno lì a testimoniarlo. Le elezioni politiche di domenica 4 marzo hanno, sul versante opposto, decretato il successo del Movimento 5 Stelle e della Lega Nord, affermatasi come prima forza della coalizione di centrodestra.

Al Senato il partito guidato da Matteo Salvini ha conquistato l’11,13% dei consensi a Sesto Fiorentino, il 17,53% a Campi Bisenzio e il 13,05% a Calenzano. Alla Camera dei Deputati, invece, la Lega è arrivata al 10,95% dei voti a Sesto, al 17,19% a Campi e al 12,86% a Calenzano. Il confronto nei tre Comuni, per quanto riguarda Montecitorio con le elezioni del 2013, evidenzia un netto balzo in avanti del Carroccio. A tal proposito vi invitiamo a cliccare nei link sottostanti.

Una crescita importante, quella della Lega, e, per certi aspetti, anche sorprendente visto quel rosso citato ad inizio articolo che ha sempre caratterizzato la piana.

Destra sì, ma anche Movimento 5 Stelle. I pentastellati, autori di un vero e proprio exploit a livello nazionale con più del 30% dei consensi ottenuti, ben si son comportati anche sul piano locale aumentando a Sesto, Calenzano e Campi i loro voti rispetto a cinque anni fa.

Chi piange, invece, sono il Partito Democratico e Liberi e Uguali. E’ vero che Dario Parrini è stato eletto al Senato e Roberto Giachetti alla Camera e che il Pd resta la prima forza, ma il calo dei dem nei tre Comuni in relazione alle votazioni del 2013 fa capire quanta sfiducia nutrano gli elettori nei confronti del partito guidato da Matteo Renzi: differenza negativa di oltre il 10% a Sesto, Campi e Calenzano. Un’enormità. Nel frattempo l’ex premier ha annunciato le dimissioni da segretario e comunicato la convocazione del Congresso.

Liberi e Uguali sarebbe dovuta essere l’alternativa di sinistra al Pd. Le elezioni, però, hanno raccontato ben altro. Il movimento di Pietro Grasso si è fermato al limite della soglia di ingresso in Parlamento. I militanti e i candidati sapevano che la missione sarebbe stata complicata, ma probabilmente non fino a questo punto. A Sesto LeU ha raggiunto uno dei migliori risultati nel Paese grazie a Serena Pillozzi e Alessio Biagioli, ma, come ha scritto Lorenzo Falchi, “è una magrissima consolazione“.

Un modo di fare politica troppo ancorato al passato e la presenza di personaggi legati fino a poco tempo fa al Pd non hanno, evidentemente, convinto gran parte degli elettori a sposare il progetto. Il futuro è tutt’altro che roseo. Biagioli, su Facebook, è stato chiaro: “Alla destra e ai Cinque Stelle il compito di guidare il Paese. Non sono ammessi alibi: ora la sinistra a impedir loro di fare le cose non c’è“.

STEFANO NICCOLI

 

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