La Lega risponde a Fossi: “Minimizza un risultato storico. Non ha più proposte per la città”

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Attraverso un comunicato stampa, il segretario della Lega a Campi Bisenzio, Filippo La Grassa, commenta le parole del candidato sindaco Emiliano Fossi

Non solo la politica del Partito Democratico si dimostra lontana dai suoi cittadini, ma i suoi rappresentanti evidentemente non hanno nemmeno il minimo contatto con la realtà: dire che a Campi ‘la Lega non sfonda’ è il chiaro tentativo di minimizzare un risultato storico da parte di chi, ormai, non ha più proposte da offrire alla propria città.

Ma i numeri non mentono: se la Lega si è presentata alla sua prima esperienza elettorale a Campi Bisenzio con il 16,30%, dall’altra parte abbiamo un PD che crolla rovinosamente dal 32,60% al 18,42%. Per non parlare della lista Fossi, anch’essa in caduta libera. Dunque se non c’è una “Lega che sfonda” a Campi Bisenzio, possiamo di certo affermare che assistiamo ad una sinistra ai minimi storici. Il motivo? Presto detto: l’amministrazione attuale di Campi Bisenzio non è riuscita ad essere coerente con il proprio programma elettorale, con progressioni e marce indietro su progetti come l’inceneritore. Come farebbero i cittadini ad affidare nuovamente la loro fiducia e le loro speranze a chi propone e ritira progetti politici a seconda di quale umore ha la mattina? Campi Bisenzio non se lo merita, abbiamo bisogno di una politica seria e, se vogliamo parlare seriamente, il consenso si attrae sulla base delle proposte politiche, non sul quantitativo di biscotti offerti in campagna elettorale“.

Aggiunge il segretario provinciale della Lega, Alessandro Scipioni:

“Non è accettabile relegare la delicata questione del ballottaggio a Campi Bisenzio come ad uno scontro tra destra e sinistra. Il Partito Democratico che è quello che ha contribuito a distruggere il mercato del lavoro in questi anni, che ha pensato più a fare leggi meramente rivolte a non preoccupare la comunità europea, piuttosto che a difendere i diritti dei lavoratori, non può invocare il patrimonio ideale della sinistra quale collante per un movimento di popolo finalizzato unicamente a consentirgli di mantenere il potere. Ma non c’è da stupirsi, visto che hanno  avuto la faccia tosta di far passare una sentenza  contraria a tanti anni delle loro politiche come una loro vittoria“.

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