Lions di Sesto, apericena per sovvenzionare un restauro

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Il Lions Club Sesto Fiorentino organizza sabato 25 novembre p.v. alle ore 19,30 un’apericena presso il salone parrocchiale della Pieve di San Martino (Piazza della Chiesa – Sesto Fiorentino)  L’intero incasso sarà devoluto al restauro di un dipinto su tavoletta lignea della seconda metà del ‘500 e alla sua collocazione all’interno della Pieve di San Martino.

Chi vorrà partecitare all’apericena deve prenotare al 3355437727 entro giovedi 23 novembre p.v.

La serata proseguirà, sempre presso la Pieve, con un concerto di un coro Gospel composto da 60 elementi.

Il ricavato del concerto sarà invece devoluto a favore del popolo Karen

La tavoletta dei Misteri, scuola manierista fiorentina, metà del sec. XVI Olio su tavola, cm

Provenienza: Chiesa di S. Maria a Morello

Tipico quadro di devozione e contrizione controriformata il dipinto è importante per riflettere sulla produzione sacra minore dei pittori fiorentini “eccentrici” della Maniera intorno al 1560/70, sotto l’influsso dell’arte nordica.
Nello schema compositivo neo-medievale e controriformato che riunisce in unico quadro tutti gli episodi salienti della Passione di Cristo, associati ai Misteri gaudiosi della Vergine, la cromia visionaria molto sofisticata fatta di colori acidi virati in rosso e giallo ne accentua l’indubbia efficacia simbolica. E’ probabile che la tavoletta di formato rettangolare assolvesse ad una funzione di estremo conforto devozionale e di esortazione per i moribondi infatti le scene della Passione di Cristo dovevano alludere alla buona morte nel pentimento e nella fede.

La struttura delle quindici scene è insolita e ricorda nel suo arcaismo le icone bizantine che venivano presentate al popolo, raffiguranti le dodici festività dell’anno santo, anch’esse suddivise in scenette con le storie di Cristo.
Un riferimento illustre del nostro Rinascimento sono le Storie di Cristo affrescate da Gaudenzio Ferrari per il Santuario delle Grazie di Varallo (datate 1516). L’iconografia della pittura si conforma

alle regole della Controriforma e doveva essere comprensibile per il popolo e non avere filtri intellettualistici, ma come semplice strumento di evangelizzazione.
L’efficacia delle scenette miniaturizzate ricorda comunque i modi un pittore specializzato in grottesche che in certe scene come la Coronazione di Spine mostra la moda del tempo nei vestiti degli scherani.

Come attribuzione si può proporre un piccolo maestro fiorentino imparentato con Giovanni Larciani alias Maestro dei Paesaggi Kress, Tommaso del Verrocchio ( autore delle grottesche nello studiolo della Villa Corsi di Sesto, doc. 1582-85) che probabilmente fu l’autore anche della pala con l’ Annunciazione con predella, di committenza Cocchi Donati, oggi conservata nella canonica di Sesto, datata nel 1578, con l’attribuzione a Giovanni Bizzelli (Mannini,1977) e una proposta piùrecente a Stefano Pieri (Nesi, 2016).
Potrebbe trattarsi anche di uno stretto collaboratore di Tommaso del Verrocchio che comunque dimostra di essere attivo con la sua variegata equipe sul territorio di Sesto.

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