Pd Sesto: “Ancora negativo il giudizio sull’amministrazione Falchi”

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Lorenzo Zambini-Stefano Gennai

Nessuna visone d’insieme della città, mancanza di condivisione e dialogo con i sestesi e le forze politiche presenti in Consiglio comunale. E’ negativo il giudizio del Partito Democratico sull’anno e mezzo di amministrazione di Lorenzo Falchi. Colpevole, dicono da piazza Ginori, di avere un’idea dirigistica di governo e di considerare Sesto non in maniera unitaria, ma per pezzi.

“Sull’amministrazione Falchi il nostro parere non può essere positivo. Sul centro cittadino non si vedono politiche chiare. Nel 2017 è fallito il project financing sulla Lucciola, non abbiamo idee su parcheggi e viabilità, mentre la zona dell’Osmannoro continua ad essere allo sbando – dice il capogruppo Lorenzo Zambini -. C’è mancanza di dialogo, su varie questioni le forze politiche in Consiglio comunale non vengono rese partecipi. Abbiamo saputo della moschea leggendo le notizie sui giornali e qualche post su Facebook. Non c’è stato un percorso consiliare adeguato. Sulla moschea abbiamo portato un emendamento circa la zona di localizzazione. Nell’area di via Pasolini ci sono discariche abusive, il campo rom e altro ancora: ci sono situazioni di incertezza. L’amministrazione continua a ragionare a pezzi e non con una visione d’insieme della città. Spero che la giunta e la maggioranza comincino a lavorare sul dialogo che non deve essere di facciata“.

Un anno e mezzo di mandato di Lorenzo Falchi in cui il Partito Democratico ha portato avanti, continua Zambini, “un’opposizione costruttiva. Abbiamo cercato di essere collaborativi al massimo nei confronti delle varie proposte messe in campo. Penso, per esempio, al nostro atteggiamento sulla questione Richard-Ginori. A febbraio inviammo una lettera al ministro Franceschini riguardante il Museo. Abbiamo cercato di avere un rapporto con l’amministrazione e i lavoratori tale che la questione si risolvesse positivamente. Abbiamo presentato la proposta di bilancio partecipativo. L’amministrazione l’ha accolta, declinandola poi in una maniera minima e insufficiente rispetto a quello che avevamo cercato di proporre. Vorrei sottolineare, inoltre, che negli investimenti, ad esempio, su scuole e piste ciclabili cinque milioni provengono dal bando periferie, quindi dal governo Renzi. Il Pd ha portato, sta portando e continuerà a portare un contributo che possa migliorare la città. In campagna elettorale Falchi diceva: ‘Siamo realisti, chiediamo l’impossibile’. Noi siamo realisti e chiediamo il possibile. Penso ad alcune questioni, come la mancanza della luce al Pl1-Pl13. Anche il telo su Palazzo Pretorio è simbolico di una mancanza d’attenzione nei confronti della città”. 

Già, la città. Il dialogo tra il Partito Democratico e i sestesi è ai minimi termini. I vertici di piazza Ginori stanno cercando di riallacciare il rapporto con Sesto. “Dopo la sconfitta di quasi due anni fa ci siamo chiesti che tipo di opposizione avremmo dovuto fare. Vogliamo dialogare e avanzare proposte possibili e che portino benefici alla città. Sesto non può stare ferma altri cinque anni, su vari aspetti e al di là di chi governa“, dice Lorenzo Zambini.

E’ nostra intenzione riprendere il dialogo con la città e portare avanti alleanze nel campo del centro sinistra, sia a livello nazionale che locale – prosegue il segretario comunale Stefano Gennai -. Le grandi opere sono state pensate, e realizzate in alcuni casi, nel nostro territorio. Vogliamo che Sesto abbia un ruolo centrale e che riesca ad ottenere opere compensative e remunerative della disponibilità che questa città dà come suolo e dei problemi indotti alle grandi infrastrutture. Alleanze nel centro sinistra? Ci siamo mossi, ma in maniera riservata. Dovremo aspettare il passaggio delle elezioni politiche del 4 marzo, successivamente ci metteremo a lavorare sui punti d’incontro con le altre forze politiche. A fine anno ci sarà il giro di boa del mandato amministrativo di Lorenzo Falchi, porteremo avanti una campagna di monitoraggio su quanto è stato fatto dal sindaco”.

Nuovo aeroporto e inceneritore di Case Passerini. Alla fin dei conti sono sempre queste le opere più discusse a Sesto Fiorentino e, in generale, nella piana. Sul primo punto Lorenzo Zambini dice: “Non c’è stata ancora la convocazione di una commissione (che può essere il luogo adatto per parlare delle prescrizioni allegate al decreto di Via) né una discussione nelle apposite sedi istituzionali. Mi ricordo che nel 2015 ci fu un Consiglio comunale ad hoc sulla questione aeroporto. Potrebbe esserne convocato un altro al quale potrebbe partecipare Enrico Rossi visto che ora è compagno di partito di Falchi. Per noi ci sono tre criticità: compatibilità col Polo scientifico, frattura urbanistica con l’Osmannoro, frattura idrogeologica. Chiediamo una discussione approfondita con tutti i soggetti istituzionali interessati. L’amministrazione sia propositiva nell’affrontare questa vicenda. Nell’intervista a TuttoSesto il sindaco Falchi ha detto: ‘Sono abbastanza sicuro che i lavori per la nuova pista non partiranno entro l’estate’. Come presa di posizione me la ricordavo diversa, adesso siamo a fare il toto scommesse su quando partiranno i lavori“.

Capitolo inceneritore. “A fine anno monitoreremo la questione rifiuti zero – conclude Lorenzo Zambini -. Non vorrei che restassero le firme e le foto del protocollo davanti alla stampa. Mi sembra che questa vicenda sia stata affrontata con superficialità. Porta a porta generalizzato nel 2018? Attendiamo i risultati, la sigla rifiuti zero è abbastanza evocativa. Sull’inceneritore aspettiamo la sentenza del Consiglio di Stato. Il punto è come smaltire la quota del 15% residuale. Per noi non è una questione di collocazione dell’impianto, ma come, ripeto, viene smaltito il dato residuale che non può essere mandato in discarica o all’estero. La discarica è l’ultima e la più negativa delle opzioni. Dobbiamo conoscere il percorso dei rifiuti“.

STEFANO NICCOLI

 

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