Domani, 26 luglio, si chiuderà la 113esima edizione del Tour de France, una delle competizioni sportive più seguite al mondo.
La Grande Boucle 2026 si chiuderà, come tradizione sugli Champs Elysée. L’eroe sportivo sarà Tadej Pogacar che con i suoi 5 successi raggiungerà, a soli 28 anni, il record di vittorie detenuto da Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Bernard Hinault e Miguel Indurain.
Nomi importanti che hanno fatto la storia del ciclismo cui possiamo tranquillamente accostare anche i nomi di Gino Bartali e Fausto Coppi. Campioni che hanno un palmares leggermente meno ricco, ma che hanno avuto la sfortuna di dover saltare i migliori anni della loro carriera a causa della guerra.
All fine degli anni ’40 furono comunque protagonisti di una doppietta memorabile. Nel 1948, l’anno dell’attentato a Palmiro Togliatti, fu Ginettaccio a trionfare a Parigi. Nel 1949 fu la volta del Campionissimo, ma il campione di Ponte a Ema, nonostante gli anni, era ancora lì: secondo.
A quel tour partecipò anche il vero protagonista di questo articolo: Alfredo Martini, il CT più titolato della nazionale di ciclismo.
Un nome caro ai sestesi che però in larga parte ignorano un episodio che lo vide protagonista esattamente 4 anni prima di quel Tour.
Era il 25 luglio del 1945 e fresche erano ancora le ferite della guerra.
Alfredo all’epoca era solo una speranza del ciclismo, aveva idee politiche ben chiare e si mostrava sicuro circa le posizioni da tenere.
Suo malgrado, o forse per convinta decisione, si trovò coinvolto in un episodio che è stato ricostruito da Daniele Niccoli nel suo Sesto Fiorentino fra il 1918 e il 1946

La guerra si era appena conclusa anche al Nord ed era arrivato il momento di fare i conti con gli elementi più compromessi con il fascismo. All’interno del Comitato di Liberazione convivevano idee diverse sul da farsi. Fra i sestesi prevalse un atteggiamento di fermezza nei confronti degli ex fascisti e per questa loro intransigenza si scontrarono a più riprese con i rappresentanti del CLN toscano.
Di seguito la ricostruzione dei fatti:
La questione relativa al trattamento da riservare agli ex fascisti si arricchì con la vicenda legata all’arresto di Aniceto Villoresi, uno degli elementi più invisi alla popolazione sestese.
L’arresto fu eseguito a Pistoia da una guardia comunale di Sesto Fiorentino.
Così Villoresi veniva descritto dal CLN sestese in una nota precedente al suo arresto: è uno squadrista facinoroso, ha preso parte alle squadre punitive nella cricca di Permoli Luigi che hanno terrorizzato il paese per tutta la durata del fascismo. Elemento corrotto tanto da dover essere allontanato dai suoi stessi camerati.
Lo stesso Villoresi, sottoposto a interrogatorio dopo l’arresto, confermò la sua partecipazione ad azioni squadristiche e il suo licenziamento dalla cooperativa.
Una sera del 1922 mi trovai in combutta con altri fascisti di Firenze dei quali conoscevo solo Tullio Tamburini, nella sezione Avanguardia di Sesto Fiorentino. In quella sera vari elementi antifascisti furono picchiati, fra i quali ricordo certo Fedi Dante. Sempre nel 1922 andai a Colonnata con tutta la batteria di Sesto fra i quali Lepanto Campostrini, Quercioli Alfredo, Ronchi Oreste, Braschi Armando e Vulcani Armido. In quella sera furono ‘pagati’ diversi elementi fra i quali Casini Mario. Non ricordo altri fatti specifici, ma in quell’epoca mi trovavo sempre presente nella cricca in ogni fatto (…) Nel 1934 fui allontanato dal lavoro della “Casa del Popolo” dove lavoravo in qualità di fornaio, in seguito alla vendita del mulino per un ammanco alla Casa del Popolo fui allontanato anche dal PNF.
Dopo l’arresto il Villoresi fu trasferito al palazzo comunale di Sesto sotto il quale si radunò una folla inferocita decisa a farsi giustizia. Si arrivò allo scontro fisico con le forze dell’ordine che in quel caso, oltre che dai carabinieri, erano rappresentate anche dagli stessi membri del CLN. Ci furono anche dei feriti.
La questione Villoresi appare significativa e sorprendente anche per l’identità dell’esecutore dell’arresto: un personaggio che negli anni successivi sarebbe diventato famoso in tutta Italia per meriti sportivi.
Sono stato arrestato dalla Guardia di Sesto Fiorentino, Martini Alfredo la sera del 25 luglio 1945.
Daniele Niccoli




