Elettrodotto, deposito ENI, piscina olimpionica e non solo: intervista a Giuseppe Carovani, sindaco di Calenzano

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Giuseppe Carovani

Si è chiuso il 2025. Abbiamo intervistato in esclusiva il sindaco di Calenzano, Giuseppe Carovani. Dall’elettrodotto alla riconversione del deposito Eni passando per la viabilità. Di questo e molto altro abbiamo parlato col primo cittadino.

Si è concluso un 2025 ricco di problemi ma anche di opportunità. Qual è il bilancio che si sente di fare?

L’anno (il 2025, ndr) si è aperto nel peggiore dei modi, con negli occhi e nella memoria la tremenda esplosione al deposito Eni, costata la vita di cinque lavoratori, il ferimento di decine di persone e danni a strutture pubbliche e private. Poi a marzo una fortissima ondata di maltempo ha provocato ingenti danni sul nostro territorio, compresa la biblioteca CiviCa. Nei momenti difficili la comunità di Calenzano, di cui sono orgoglioso, ha saputo sempre reagire e mostrarsi solidale, dimostrando con le proprie azioni la vicinanza a chi ne aveva bisogno. Faccio l’esempio della raccolta fondi per le famiglie delle vittime dell’esplosione al deposito e ricordo i tanti volontari che si sono messi a disposizione per aiutare chi aveva garage e cantine allagati e che si sono presentati alla biblioteca, per recuperare i libri dal fango.

L’anno ha visto certamente anche momenti positivi, come la realizzazione al Parco del Neto dei lavori di manutenzione ai laghetti e alle aree umide, l’apertura del Parco del Drago, la riapertura alla circolazione di via Arrighetto da Settimello, gli interventi di messa in sicurezza stradale e la partenza dei lavori del primo stralcio del Piano per gli abbattimenti delle barriere architettoniche. Ci sono state anche occasioni importanti per stare insieme, come i venerdì di luglio con i negozi aperti e le attività nel capoluogo, le tante iniziative culturali e anche le prime edizioni dei concerti in piazza, per il primo maggio e per il 31 dicembre“.

Elettrodotto. Un’opera strategica, ma con molte criticità. Ci si limiterà alla mimetizzazione dei tralicci e alla piantumazione di qualche albero come opera di mitigazione o si pensa a interventi più drastici ma anche di maggiore soddisfazione per gli abitanti?

Sull’impatto dell’elettrodotto a doppia terna sul nostro territorio è stato attivato un Tavolo tecnico, richiesto anche dal Consiglio comunale, a cui partecipano, oltre all’Amministrazione comunale, i tecnici del Comune e di Terna, di Asl, di Arpat e sono stati invitati i rappresentanti del comitato cittadino “Calenzano Paesaggio e Salute”. Si tratta di un’opera di rilevanza strategica nazionale, sottoposta a una lunga procedura autorizzativa ma, a nostro parere, c’è stata una sottovalutazione dell’impatto visivo che oggi appare in tutta la sua evidenza dopo la realizzazione dei sostegni e la posa dei cavi. Durante l’ultimo incontro del Tavolo, i tecnici incaricati da Terna hanno illustrato le possibili soluzioni basate su due tipologie di intervento: una diversa colorazione dei sostegni in cui sia studiato in dettaglio lo sfondo per ogni palo, colorando di celeste la parte alta e di verde la parte bassa, per favorire un miglior mimetismo delle installazioni; interventi di mitigazione visiva con la piantumazione di essenze arboree e arbustive adeguate, soprattutto in corrispondenza dei principali punti di osservazione. Gli interventi sarebbero tutti realizzati da Terna e anche mantenuti per 5 anni, per garantire il completo attecchimento. A inizio anno convocheremo una nuova assemblea pubblica per informare la cittadinanza sul tema. Pur apprezzando le soluzioni proposte da Terna per mitigare l’impatto visivo dei sostegni, come Amministrazione ci impegneremo in una prospettiva di medio periodo, affinché si arrivi ad una soluzione che porti all’interramento della doppia terna nel tratto urbanizzato e al ripristino delle valenze paesaggistiche e panoramiche del territorio, così impattate da questa opera, sensibilizzando a tal riguardo Regione e Ministeri competenti“.

Deposito Eni. Si prospetta l’apertura di un parco fotovoltaico, ma le opposizioni chiedono garanzie anche sui risarcimenti, sui livelli occupazionali e opere di compensazione. Come si muoverà il Comune?

L’Amministrazione, fin da subito, ha definito come obiettivi prioritari la dismissione del deposito carburanti, la conversione del sito in un hub delle energie rinnovabili e un riconoscimento dei danni materiali subiti dagli impianti sportivi e anche dei danni immateriali patiti dalla comunità per il forte shock provocato dall’esplosione al deposito. Tutti gli obbiettivi che ci eravamo proposti sono stati raggiunti. Ricordo bene lo scetticismo e anche l’ilarità di chi, subito dopo l’esplosione, ci tacciava di visionari.

L’accordo prevede che Eni si impegni a realizzare sull’area dell’ex deposito una centrale fotovoltaica da 20 Mwp. L’accordo prevede anche che il 5% del valore economico dell’energia prodotta sarà ceduto al Comune. Inoltre, sarà realizzato da Eni e ceduto al Comune di Calenzano un impianto fotovoltaico da 1 Mwp: la produzione energetica dell’impianto sarà utilizzata per alimentare l’area sportiva e sarà messa a disposizione dal Comune alla nascente Comunità Energetica Rinnovabile di Calenzano.

Eni, a prescindere dall’esito dell’eventuale procedimento giudiziario che dovrà accertare le responsabilità dell’incidente, si è impegnata a versare al Comune una somma complessiva di 6,5 milioni di euro, che saranno impiegati per il ripristino degli impianti sportivi esistenti che sono stati danneggiati (piscina, campo sportivo e palazzetto del pattinaggio) e quale contributo da impiegarsi prioritariamente nella riqualificazione e nello sviluppo dell’area sportiva, con la realizzazione della nuova piscina olimpionica e del nuovo palazzetto dello sport.

Altra cosa molto importante: la Regione Toscana, che ringraziamo, si è resa disponibile ad attivarsi per il potenziamento della stazione ferroviaria di Pratignone e del servizio ferroviario, facendovi fermare i treni regionali. Infine l’accordo prevede che l’area in via delle Prata, di proprietà Eni, possa essere destinata a un Piano degli insediamenti produttivi (PIP), che consentirà di sviluppare nuove attività produttive e artigianali, con conseguenti positive ricadute per l’occupazione.

In questo anno non sono state presentate proposte alternative sul destino dell’area né in Commissione speciale né in Consiglio comunale. Come Comune abbiamo sin da subito chiarito che non avremmo accettato alcun accordo senza che fosse decisa da Eni la chiusura del deposito e la destinazione dell’area ad altra funzione e senza che fossero state risarcite le famiglie delle vittime, le persone offese e tutti coloro che avevano avuto danni. Questo accordo, come tutti gli altri risarcimenti riconosciuti a famiglie e imprese, non è di alcun ostacolo al procedimento penale in corso per l’individuazione delle responsabilità che dovrebbe presto approdare all’udienza preliminare in cui si deciderà il rinvio a giudizio. La giustizia penale pertanto farà il suo corso in completa autonomia. Abbiamo anche valutato, insieme ai legali, quanto accaduto in altri procedimenti giudiziari in cui gli Enti si sono costituiti parte civile: dopo tanti annisono stati ottenuti risarcimenti ben più modesti, senza nemmeno che sul tavolo vi fosse il destino di un’area del territorio.

Siamo quindi molto soddisfatti del risultato raggiunto che libera Calenzano da questa “spada di Damocle” e apre una prospettiva di transizione energetica importante per il territorio”.

Viabilità. I continui lavori sulla A1 e il conseguente spostamento del traffico sulla S.P. 8 continuano a provocare disagi per i cittadini di Calenzano. Cosa contate di fare con la Società Autostrade e con la Città Metropolitana?

Abbiamo avviato una interlocuzione con Comune di Barberino e Città Metropolitana sulla necessità di aumentare la sicurezza della S.P. 8, in particolar modo del tratto di Pontenuovo per quanto riguarda Calenzano, dove purtroppo si è verificato la scorsa estate un incidente mortale. Sono intanto stati eseguiti in quel punto i lavori per realizzare un tratto di guard rail. Inoltre a breve partiranno alcuni interventi sulla segnaletica per aumentare la sicurezza proprio nel punto più pericoloso. Comprendiamo i disagi, soprattutto per i residenti di Carraia e delle Croci durante le chiusure del tratto autostradale: ad Autostrade abbiamo chiesto e ottenuto una maggiore concertazione per le chiusure programmate e la presenza di personale e mezzi che possa supportare gli utenti della strada provinciale durante le chiusure programmate“.

                                                                                                                                                                                                                                               Aeroporto. Il Comune di Calenzano presenterà ricorso al Tar. Solo una posizione ideologica, come sostiene qualcuno, o nel vostro dissenso ci sono ragioni che coinvolgono cittadini della Piana e quelli di Calenzano in particolare?

Nessuna posizione ideologica, ma al contrario molto centrata sulle esigenze dei nostri territori, tanto che tra i Comuni che intendono fare ricorso ci sono Amministrazioni di varia appartenenza politica. La Piana fiorentina è un territorio densamente infrastrutturato e non può supportare un ulteriore carico come questo. Lo abbiamo visto purtroppo negli ultimi due anni, con i fenomeni alluvionali che hanno colpito i nostri territori. Per questa area c’era una programmazione urbanistica ben chiara, quella di realizzare il Parco agricolo della piana e invece si continua a perseguire un progetto antistorico, quando altre città europee fanno scelte opposte, di sviluppare gli scali aeroportuali lontani dai centri abitati. Il progetto continua inoltre a presentare i limiti precedenti a livello ambientale e, per diventare efficace, la Commissione europea dovrebbe concedere una deroga rispetto alla direttiva Habitat sugli ecosistemi naturali. Pertanto come ultima strada non resta che rivolgerci, un’altra volta, alla giustizia amministrativa“.

Piscina. Prima pietra nel 2020 e fine de lavori prevista per il 2022. Poi il Covid ha interrotto tutto. Ci può dire quel è lo stato dell’arte?

Con l’accordo siglato con Eni che prevede la dismissione del deposito, oltre al ripristino degli impianti sportivi esistenti che sono stati danneggiati, si è definitivamente sciolto un nodo fondamentale, che era dato dalla sostanziale incompatibilità urbanistica del deposito con le funzioni presenti nell’area circostante. Quindi sciolto in via definitiva questo nodo, nelle prime settimane dell’anno verrà sottoscritto l’accordo integrativo con la società di progetto che consentirà la ripresa dei lavori della piscina olimpionica.

Non solo, con l’accordo con ENI, si sono create anche le condizione per il completamento dell’impiantistica sportiva con la realizzazione del nuovo palazzetto dello sport. Nei primi mesi del 2026 sarà approvato il masterplan dell’area sportiva e affidato l’incarico per la progettazione del nuovo palazzetto“.

Futuro. Cosa si devono aspettare i cittadini di Calenzano per il 2026?

Sono tanti i progetti in corso di definizione che vorremmo appaltare nel corso dell’anno: dall’ampliamento della scuola Don Milani alla demolizione e ricostruzione della scuola Anna Frank di Settimello. Vale la pena ricordare che sull’edilizia scolastica, grazie alla rivisitazione dei progetti e alle scelte di questa Amministrazione, si dovrà ridurre il ricorso all’indebitamento per 10 milioni di euro.

Confidiamo che si possa riuscire nel prossimo anno a completare la progettazione e la realizzazione dell’ultimo lotto del Parco delle Carpugnane e a completare la pista ciclabile da Carraia a Calenzano. Seppur con alcuni ritardi, sarà portato a termine nei tempi utili anche la realizzazione delle nuove case ERP in via Pertini ed effettuato il trasloco delle famiglie dal blocco di viale del Pino per il quale è prevista la demolizione, nonché l’assegnazione di circa 30 alloggi a nuove famiglie in graduatoria. Anche sul versante degli alloggi ad affitto agevolato contiamo di portare in fondo l’acquisto degli alloggi dalla procedura fallimentare in piazza De André.

Contiamo, inoltre, di accelerare sugli interventi di messa in sicurezza idraulica del territorio che saranno conseguenti al masterplan che sta redigendo Publiacqua, che consentirà di intervenire sul sistema fognario e sui fossi, affinché non si verifichino più gli allagamenti patiti nel 2025 nella zona urbana di Settimello, del Donnini e della Fogliaia.

Infine daremo un impulso fortissimo alle manutenzioni, soprattutto della viabilità, della segnaletica verticale e orizzontale rimasta scandalosamente indietro in questi anni, completando al contempo l’attuazione delle zone 30, la realizzazione degli attraversamenti pedonali rialzati e l’abbattimento delle barriere architettoniche, il rifacimento dei muri caduti e/o pericolanti.

Sul versante delle associazioni abbiamo recuperato un livello di contribuzione adeguato e confidiamo di mantenere un sostegno costante nel tempo, implementando la collaborazione anche con i patti per la gestione dei beni comuni. L’associazionismo, i numerosi Circoli sono un patrimonio inestimabile da sostenere ed incoraggiare, garanzia di inclusione e coesione sociale. Grazie al dialogo e ad una fattiva collaborazione con le forze dell’ordine, contiamo di contribuire a garantire spazi di incontro, di cultura e di socialità sicuri e vivibili per tutti, soprattutto per i giovani.

Sarà un anno di forte impegno davvero decisivo per riuscire a centrare gli obiettivi del programma di mandato. Naturalmente, come sempre, ce la metteremo tutta“.

STEFANO NICCOLI

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