25 aprile: la storia misconosciuta legata alla statua del partigiano di Sesto Fiorentino

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Monumento al Partigiano a Sesto fiorentino

Nella giornata del 25 aprile, anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo, i sestesi, come di consueto, si riuniranno intorno alla statua del partigiano di piazza Edmondo De Amicis per celebrare una delle pagine più importanti della nostra storia recente.

La statua fu realizzata del prof. Delio Granchi  che utilizzo, come modello il partigiano Enzo Benelli detto Tritolo.

Delio Granchi è stato uno dei più importanti artisti sestesi del Novecento. Diplomato nel 1930 all’Istituto Statale d’arte di Porta Romana fu allievo del celebre maestro scultore Libero Andreotti.
Dedicò gran parte della sua vita all’insegnamento, ma la sua opera fu comunque feconda e gli valse riconoscimenti alla Quadriennale di Roma, alla Biennale di Venezia e all’Accademia d’Italia.
A Sesto ha lasciato opere di grande impegno civile legate soprattutto al periodo della guerra. Prima fra queste fu proprio la statua del partigiano in piazza Edmondo De Amicis che fu inaugurata il 25 aprile 1950.

Intorno a quella statua esiste anche una storia misconosciuta legata ad un’opera musicale del compositore fiorentino Sylvano Bussotti e del librettista Romano Amidei che andò in scena nel 1979. Proprio quest’ultimo è l’ideatore della storia che coinvolge la statua tanto cara ai sestesi.

Il personaggio principale, come riporta il Corriere della Sera del 15 ottobre 1979, è la signorina Giulia, descritta come una pazza di ottant’anni che morirà di parto isterico, convinta di essere incinta della statua e in particolare dal partigiano Potente, che lei individua nel personaggio maschile dell’opera di Delio Granchi.

Daniele Niccoli

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