Sabato 14 marzo ore 21,15
LE NOSTRE FOLLI CAPRIOLE NEL SOLE
scritto da Iulia Bonagura
interpretato da Emanuele Baroni e Iulia Bonagura
voce off di Filippo Gili
diretto da Emanuele Baroni
Una produzione Tresette Teatro
Spettacolo vincitore del Roma Fringe Festival 2024
Dopo essere stato uno degli appuntamenti più apprezzati della rassegna INCONTRI nella scorsa stagione, sabato 14 marzo alle ore 21:15 il palcoscenico del Teatro Manzoni di Calenzano torna a ospitare “Le nostre folli capriole nel sole”, una delle rivelazioni più autentiche della scena teatrale indipendente contemporanea.
Scritto da Iulia Bonagura e diretto da Emanuele Baroni, che ne sono anche gli interpreti affiancati dalla voce off di Filippo Gili, il lavoro arriva a Calenzano con un bagaglio di riconoscimenti prestigiosi, tra cui spicca il titolo di vincitore del Roma Fringe Festival 2024 e dello Strade Diverse Festival 2023, oltre ai premi per la miglior attrice e la miglior drammaturgia.
L’opera è un’intensa e poetica riflessione sul tempo, la memoria e quei legami invisibili che resistono al mutare delle stagioni della vita.

Il cuore del racconto batte su una spiaggia del litorale laziale, a Cincinnato, una frazione di Anzio che appare come una bolla fuori dal tempo. È qui che Martina e Valentino si incontrano per la prima volta a dieci anni, proprio nell’ultima giornata d’estate. Martina è una bambina con un costume intero da piscina e la maschera che le tiene su i capelli bagnati; corre fuori dall’acqua e si imbatte nella cupola di una medusa morta. Valentino le si avvicina con i suoi pantaloncini a pinocchietto e uno zainetto sulle spalle. Davanti a quella creatura spiaggiata, i due iniziano un dialogo che li accompagnerà per anni: si interrogano su cosa ci sia “dopo”, offrendosi a vicenda molte più risposte di quante noi adulti abbiamo il coraggio di azzardare.
Anno dopo anno, i due tornano a ritrovarsi in quel lembo di terra. Martina vive a Cincinnato tutto l’anno, prigioniera di una casa che è una giostra di sogni e violenze; Valentino arriva dalla città, scortato da una madre ansiosa che, nel tentativo di proteggerlo da tutto, finisce per impedirgli di crescere. Lui non è mai entrato in acqua, schiacciato da una paura che appartiene più a sua madre che a lui, legata al trauma di un padre annegato. Lei, invece, vorrebbe volare e scoprire le strade del cielo, così diverse dalle vie polverose della sua realtà quotidiana.
L’ultimo giorno d’estate diventa così un appuntamento fisso fino ai diciannove anni. Li ritroviamo ogni volta più grandi e più amici, capaci di affrontare con quella leggerezza disarmante tipica dell’infanzia le questioni esistenziali che i “grandi” cercano faticosamente di valicare. Ciò che tiene uniti questi due piccoli adulti è un filo sottile ma indistruttibile: prima il coraggio di guardare in faccia la realtà, poi, inevitabilmente, l’amore. “Le nostre folli capriole nel sole” si conferma così un incontro teatrale delicato e potente, capace di emozionare attraverso la purezza di uno sguardo che non smette di cercare la bellezza anche tra le pieghe più dure dell’esistenza.


