Domenica 17 maggio ore 21,15
SERGIO
di e con Francesca Sarteanesi
collaborazione alla drammaturgia Tommaso Cheli
Costumi Rebecca Ihle
Produzione Kronoteatro e Gli Scarti
Con il sostegno di Armunia residenze artistiche – Festival Inequilibrio
La stagione teatrale 2025/26 del Teatro Manzoni di Calenzano si chiude domenica 17 maggio alle 21.15 con uno degli spettacoli più discussi del teatro italiano recente: “SERGIO” di e con Francesca Sarteanesi, ultimo appuntamento della rassegna INCONTRI.
Il Teatro Manzoni si appresta a vivere l’ultimo atto di un’annata di spettacolo. Domenica 17 maggio alle ore 21.15 la scena sarà interamente dedicata a Francesca Sarteanesi e al suo acclamato spettacolo “SERGIO”, l’evento che conclude ufficialmente la rassegna INCONTRI e l’intera stagione teatrale 2025/26. Si tratta di un appuntamento di grande rilievo per la nuova drammaturgia, che porta a Calenzano un’opera capace di far riflettere sulla densità emotiva della vita quotidiana.
“SERGIO” è un monologo di rara intensità che si sviluppa in una scena volutamente vuota. La protagonista, una donna comune vestita semplicemente, si rivolge al marito Sergio in un dialogo a senso unico che dura circa cinquanta minuti. Sebbene l’interlocutore rimanga invisibile agli occhi degli spettatori, la sua presenza diventa tangibile attraverso il flusso di ricordi, piccole osservazioni e frammenti di routine domestica evocati dall’attrice. La narrazione spazia dal ricordo di una cena di pesce con la suocera alle piccole incomprensioni legate ai segni zodiacali, componendo un mosaico di ordinarietà che diventa universale.
Lo spettacolo, prodotto da Kronoteatro e Gli Scarti con il sostegno di Armunia residenze artistiche, ha rappresentato un momento di svolta per la carriera di Francesca Sarteanesi. Grazie a questa interpretazione, l’artista pratese ha ottenuto la prestigiosa menzione al Premio Ubu 2021 come migliore attrice, consolidando la sua posizione tra le voci più autorevoli del teatro contemporaneo italiano. La genesi del testo è frutto di un meticoloso lavoro di improvvisazione e montaggio durato oltre un anno, condotto in collaborazione con Tommaso Cheli, che ha permesso di trasformare un fiume di immagini quotidiane in una partitura teatrale armoniosa e tagliente.
La scelta di chiudere la stagione con questa opera sottolinea la scelta per il Teatro Manzoni di un teatro che mette al centro la forza della parola. L’immobilità estrema della protagonista in scena sfida lo spettatore a immaginare tutto ciò che non viene mostrato, creando una connessione intima e profonda con il pubblico.
Con questo ultimo appuntamento, il Manzoni ringrazia i suoi spettatori per la fiducia accordata durante tutta la stagione, dando appuntamento alle prossime iniziative estive, che verranno annunciate tra breve.




