Sesto: dopo sei anni torna il progetto “Mai dire vecchio”

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Contrastare la solitudine con laboratori e attività ludiche: dopo 6 anni “Mai dire vecchio” torna a Sesto Fiorentino. Il progetto, fermo dal 2020 a causa del Covid, è stato riattivato dalla Cooperativa Sociale Il Girasole, in collaborazione con la Società della Salute e la Misericordia di Sesto, a partire da mercoledì 25 marzo. Nata nell’ormai lontano 2002, l’iniziativa torna al servizio di quegli anziani che conservano una buona autonomia nelle funzioni della vita quotidiana, e promette di tornare a coinvolgere anche tutta la rete del volontariato locale precedentemente connessa.

Tra le attività proposte, costruite tenendo conto della biografia dei partecipanti e delle loro capacità, figurano appunto quelle dedicate alla stimolazione cognitiva (ad esempio con esercizi o giochi ad hoc), laboratori manuali e creativi, laboratori culturali, uscite e collaborazioni con il territorio. Tutte da svolgersi alla villetta della Misericordia di Sesto in via Corsi Salviati 52.

Qui è stato riaperto un centro che mira a favorire la socializzazione e la stimolazione cognitiva: uno spazio di incontro finalizzato a promuovere un invecchiamento attivo e in buona salute. Il Centro propone attività strutturate e guidate da personale qualificato, con l’obiettivo di supportare l’autonomia degli anziani, contribuendo al loro benessere globale e offrendo supporto anche alle famiglie. Tra le finalità principali figura inoltre la volontà di contrastare solitudine e isolamento, rafforzando al contempo il collegamento tra anziani, servizi e territorio.

La riapertura di Mai dire vecchio era attesa da tempo – dice Camilla Sanquerin, assessora al Sociale del Comune di Sesto e presidente della Società della Salute Nord-Ovest -. I cittadini e le associazioni ce lo sollecitavano e finalmente ci siamo! Siamo molto soddisfatti di riaprire finalmente questo servizio, che vede la collaborazione fra Società della Salute e cooperativa e la disponibilità della Misericordia per una nuova sede con grandi potenzialità. Un servizio con radici lontane, ma con alcune innovazioni importanti, come ad esempio la possibilità di pranzare insieme. Investire sull’invecchiamento attivo e sulla socializzazione degli anziani autosufficienti significa investire sulla qualità della vita ma anche sulla prevenzione sociale e sanitaria“.

Quando il Centro ha chiuso – spiega la presidente di Girasole, Francesca Bottaiaccoglieva tra i venti ed i venticinque anziani ogni giorno. Il nostro obiettivo è tornare in fretta vicini a questi numeri. Il progetto consentirà non soltanto di supportare gli ospiti nel loro percorso di invecchiamento, ma anche di rigenerare tutto quel tessuto del volontariato locale a noi collegato, che ha da sempre rappresentato un inestimabile valore aggiunto in termini di comunità creata. Un doppio traguardo che ci rende orgogliosi”.

Gli anziani protagonisti sono dunque dotati di una buona autosufficienza nella vita quotidiana – ovvero valutati adeguati secondo le Actvities of Daily Living – e desiderano trascorrere del tempo in maniera attiva. Condividere relazioni e svolgere attività ludiche, del resto, consente di rallentare il fisiologico processo di decadimento delle capacità fisiche e cognitive. Il primo a partire sarà un gruppo che si trova in carico al Servizio Sociale della Società della Salute, ma la cooperativa è già da tempo al lavoro per tornare ad espandere il servizio.

Il Centro sarà attivo nei giorni di lunedì, mercoledì e venerdì, dalle 9 alle 12 (senza pasto), oppure dalle 9 alle 13 (con pasto). Resterà aperto di pomeriggio il martedì e il giovedì, dalle 14 alle 18. Per prenotarsi è necessario chiamare il numero 3335705611. L’ammissione è subordinata ad un colloquio conoscitivo.

La voce di chi ha sperimentato il servizio

Piero Casini, 86 anni, ha fatto per sei anni il volontario a “Mai dire vecchio”.
Dieci anni fa avevo del tempo libero e volevo dedicarmi a fare qualcosa. Visto che ho scritto dei libri per bambini mi sono detto: potrei leggere agli anziani” Così per sei anni, ogni mercoledì pomeriggio è andato al centro anziani per trascorrere due ore con gli ospiti e leggere loro storie. “Ulisse, Dante, Il Grillo canterino: oltre a leggerle le figuravo anche, coinvolgendo le persone nel racconto” dice Casini. “Per me era una gioia, aspettavo con impazienza il mercoledì. Mi spiace aver smesso, ma ho dovuto prima per il Covid e per problemi familiari”.

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