I teatri storici di Sesto: il Verdi

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Via Cavallotti con il teatro Verdi

Uno dei più noti imprenditori sestesi dell’inizio dl XX secolo, Egisto Fantechi, nel 1915 chiese al Comune di Sesto Fiorentino il permesso di costruire un locale ad uso di cinema-teatro sul terreno che si estendeva a sud del bar di Tebe, proprietà dello stesso Fantechi.

Nella richiesta si specificava che “stante le critiche situazioni determinate dalla guerra si avanzerà lentamente”. La preoccupazione evidentemente era tale che in simultanea alla richiesta di modificare l’accesso di via Cavallotti fu chiesto di prolungare di un anno i lavori.
Il permesso fu concesso sulla basa del progetto, elaborato dall’architetto Carlo Vannie denominato Salone Verdi. E di salone si poteva ben parlare visto che la nuova struttura avrebbe potuto vantare una capienza di 1350 posti

Pianta della galleria
Ipotesi di facciata

Fantechi nel 1896 aveva, insieme ad altri soci, dato vita alla Società Industriale per la Fabbricazione delle Maioliche Artistiche di cui era diventato unico proprietario nel 1905. I risultati economici dell’azienda consentirono al Fantechi oltre che la costruzione del nuovo teatro anche l’apertura di alcuni negozii a Firenze e Prato2.

Nel 1920 Fantechi chiese di rialzare un muretto a retta della ringhiera del caffè di Tebe per costruire un quadro per le proiezioni cinematografiche3. L’anno successivo fu chiesta anche la possibilità di costruire, entro il muro di cinta di via Giorgi De Pons, un orinatoio per uso esclusivo del cinema4.

Nel 1924 Fantechi ottenne la possibilità di costruire un nuovo cinema, attiguo al precedente dalla parte di via Giorgi De Pons. Il locale poteva ospitare 600 persone in platea e 200 in galleria5. Nel 1941 per questa seconda sala fu chiesto lo spostamento dell’ingresso su via Vittorio Emanuele II. I documenti dell’epoca riferiscono di lavori non eseguiti6 e quindi, considerato che tale apertura negli anni successivi era invece presente si può pensare che essi siano stati seguiti nel secondo dopoguerra.

Entrata da via Gramsci

Nel 1928 fu realizzata invece una terrazza per le proiezioni cinematografiche estive . Stando ai documenti di pubblica sicurezza avrebbe potuto ospitare un massimo di 700 persone7.

Un locale di quelle dimensioni in pieno centro cittadino non poteva non entrare, seppure marginalmente, nella storia di Sesto. Il 3 dicembre 1933, per esempio, le organizzazioni giovanili del partito fascista furono radunate nei locali del teatro prima di dirigersi, inquadrate, fino a piazza Ginori dove proprio quel giorno fu inaugurata la Casa del Balilla8.

Il 7 aprile 1935, quando si stava ancora preparando la guerra d’Etiopia al tatro-cinema Verdi si tenne una riunione del 92° battaglione dei richiamati dl 1911 e dei giovani del 19149.

Via Dante Alighieri (via Giorgi De Pons fino al 1924, pe’ i’mulino secondo i sestesi d’epoca)

Nel 1959 il teatro fu restaurato in maniera sostanziale10. La copertura fu completamente cambiata ma anche l’estetica fu stravolta. Il palcoscenico invece rimase inalterato anche perché era molto grande e attrezzato.

Prospetto frontale
Prospetto tergale

Rispetto al progetto e alle foto degli 50′ e ’60 il vostro scriba vi può solo parlare di un progressivo decadimento. Il piano terra fu gradualmente occupato da un bar in cui si giocava la schedina e il cui magazzino non era fisicamente separato dagli altri spazi. La biglietteria del teatro si ridusse progressivamente ad un bancone di fronte al quale si vendevano semi di zucca e duri di menta.

Nonostante questo per molto tempo ancora continuarono le proiezioni dei film e si misero n scena spettacoli teatrali e concerti. La mia testimonianza diretta riporta allo spettacolo di Renato Zero. Doveva essere il 1977.

Furono gli ultimi sussulti di questo luogo del centro cittadino. Qualche anno dopo fu abbattuto per creare una galleria commerciale intitolata all’attore sestese Fosco Giachetti.

Visto lo stato di degrado sopraggiunto forse l’intento può considerarsi anche meritorio ma i risultati ottenuti non sono stati  all’altezza delle aspettative.

Bibliografia

1- ACSF – Permessi di fabbricazione, filza 1081
2 – Giorgi e Gambi – La Manifattura Egisto Fantechi. Modelli materiali e documenti di una ceramica Sestese (1896-1940)
3 – ACSF – Permessi di fabbricazione, filza 1188, inserto 35
4 – ACSF – Permessi di fabbricazione, filza 1230, inserto 26
5 – ACSF – Permessi di fabbricazione, filza 1232, inserto 49
6 – ACSF – Lavori di fabbricazione – filza 1501, inserto 30
7 – ACSF – Pubblica sicurezza, filza 1610, inserto 1
8 – Daniele Niccoli – Sesto Fiorentino tra il 1918 e il 1946, p.125
9 – Il Bargello, 7 aprile 1935
10 – ACSF – Permessi di fabbricazione, anno 1959, licenza n.50/763

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