Sesto: i candidati sindaco firmano il documento di impegno di “Libera”

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Il Presidio di LIBERA “Silvia Ruotolo” di Sesto Fiorentino, che dal 2011 opera sul territorio con attività nelle scuole ed eventi di sensibilizzazione sui temi dell’antimafia civile, la cittadinanza attiva e la giustizia sociale, chiede ai candidati sindaco per il Comune di Sesto Fiorentino (Damiano Sforzi, Beatrice Corsi, Alessandro Martini, Daniele Brunori e Stefania Papa) di impegnarsi sui seguenti temi.

Conosciamo chi votiamo?

Per permettere agli elettori una scelta quanto più consapevole, proponiamo ai/le candidati/e sindaco di pubblicare sui propri siti web e pagine social il curriculum vitae, la situazione reddituale, eventuali carichi pendenti, precedenti condanne penali ed eventuali conflitti di interesse, dandone rilevanza con comunicati. La legge obbliga a farlo una volta eletti, noi crediamo sia segno di maggiore trasparenza farlo prima delle elezioni.


“Le mafie temono più la scuola che la giustizia”

Dal 2011 i volontari del presidio di LIBERA si impegnano gratuitamente per portare i temi della lotta alle mafie e alla corruzione nelle scuole sestesi, raggiungendo ogni anno centinaia di studenti. Da alcuni anni, inoltre, organizzano la Gita dell’Impegno in un bene confiscato in Toscana, riservata alle classi terze delle scuole secondarie di primo grado che partecipano ai cicli laboratoriali di educazione all’antimafia civile. La Gita dell’Impegno rappresenta un modo concreto di toccare con mano cosa significhi restituire alla collettività ciò che la criminalità le aveva sottratto. Chiediamo alla futura Amministrazione di continuare a sostenere questo impegno, contribuendo alla realizzazione della Gita, nella convinzione che rientri tra le responsabilità delle istituzioni promuovere, sin dalla giovane età, lo sviluppo di una coscienza civile e di una cittadinanza consapevole e attiva.Dati che i cittadini hanno il diritto di leggere e capire

Beni confiscati
Secondo l’Agenzia Nazionale per l’Amministrazione e la Destinazione dei Beni Sequestrati e Confiscati alla Criminalità Organizzata (ANBSC), sul territorio di Sesto Fiorentino al 31/03/2026 sono presenti 3 aziende confiscate (https://benidestinati.anbsc.it/infoweb). Confiscare beni immobili e aziende significa colpire le mafie nel potere economico che le alimenta, ma un bene sottratto alla criminalità non basta. La legge 109/96 stabilisce che i beni confiscati possano essere riutilizzati socialmente: assegnati a cooperative, associazioni, enti pubblici, per diventare luoghi di servizio, cultura, lavoro dignitoso, comunità. E’ noto che nel triangolo Firenze–Prato–Osmannoro la criminalità organizzata, in particolare la mafia cinese, sia ormai una presenza concreta e attiva in molti settori economici, dal pronto moda alla logistica, dalla gestione dei capannoni industriali alle speculazioni immobiliari. Operazioni investigative sul nostro territorio e inchieste della Procura di Firenze e Prato riportano periodicamente l’attenzione sul fenomeno, senza attivare un senso dell’urgenza nelle istituzioni. Chiediamo al/la futuro/a sindaco/a la pubblicazione dei dati sui beni confiscati sul sito istituzionale del Comune: una pubblicazione in formato aperto con l’elenco aggiornato dei beni censiti dall’ANBSC e una scheda informativa con stato, origine e destinazione prevista. La trasparenza sui beni confiscati non è un adempimento burocratico: è un argine alle infiltrazioni mafiose e un segnale chiaro alla città.

La prevenzione della corruzione
Il PIAO – e al suo interno il Piano di Prevenzione della Corruzione – serve a fotografare i rischi reali del contesto in cui opera l’amministrazione, a individuare le aree più esposte e a definire misure di prevenzione. Gli appalti pubblici sono storicamente uno dei settori più a rischio di corruzione e infiltrazione criminale. Con il D.lgs. 36/2023 l’amministrazione deve garantire il collegamento diretto con la Banca Dati Nazionale dei Contratti Pubblici presso ANAC, permettendo ai cittadini di seguire l’intero percorso di un appalto dalla programmazione alla liquidazione finale. Chiediamo che ogni affidamento sia tracciabile online e che venga istituita una “Dashboard della Città” dove:

– i cittadini possano seguire senza competenze tecniche lo stato di avanzamento dei cantieri e dei progetti finanziati con fondi europei;
– vengano rese consultabili le somme liquidate alle ditte, per monitorare lo scarto tra quanto stanziato e quanto speso.

Incompatibilità e inconferibilità
La separazione tra chi decide l’indirizzo politico e chi gestisce operativamente gli enti pubblici non è una questione formale: è una garanzia di imparzialità e di buon governo. Il D.lgs. 39/2013 disciplina con precisione le situazioni di incompatibilità – il divieto di ricoprire contemporaneamente cariche politiche e cariche di vertice in enti controllati dal Comune – e di inconferibilità – il divieto di nominare negli enti controllati soggetti che abbiano cessato cariche politiche da meno di due anni. Chiediamo che questi principi siano rispettati con rigore:

– risoluzione immediata dei conflitti di interesse in caso di elezione;
– impegno a non utilizzare gli enti controllati dal Comune come strumento di compensazione elettorale;
– pubblicazione tempestiva, per ogni nomina sindacale, della dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità e incompatibilità.


Si parla troppo poco del Parco Agricolo della Piana

Il Parco Agricolo della Piana nasce come progetto regionale che mette sotto tutela e valorizzazione oltre 7.000 ettari di territorio tra Firenze, Sesto Fiorentino, Campi Bisenzio, Poggio a Caiano e Prato. Secondo la Ricerca dell’Università di Firenze, commissionata dalla Regione Toscana nel 2024, il Parco della Piana è una risorsa produttiva ed ecologica fondamentale in quanto rappresenta un’infrastruttura strategica per il clima, la biodiversità, il paesaggio, il cibo e la sicurezza idraulica, oltre che un presidio di innovazione e ricerca, grazie alla presenza del Polo Scientifico. Il Parco Agricolo della Piana rappresenta l’opportunità di coniugare agricoltura, pianificazione urbanistica e politiche per la conservazione della natura nella più grande area industriale della nostra regione. Per questo chiediamo all’Amministrazione di avere un ruolo di indirizzo nel realizzare un coordinamento permanente fra i vari soggetti pubblici, del Terzo settore, operatori privati, interessati al piano di gestione e di sviluppo del Parco Agricolo, capace di indicare priorità, strumenti e tempi per la sua attuazione. Ci impegniamo, inoltre, a garantire il monitoraggio pubblico sull’attuazione degli impegni assunti dai candidati nel caso risultassero eletti e a comunicarli con modalità online pubbliche.

Presidio di LIBERA “Silvia Ruotolo” di Sesto Fiorentino

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