Morto sul lavoro a Sesto Fiorentino, nota Cgil-Cisl-Uil di categoria

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Questa mattina, in occasione dello sciopero provinciale di un’ora a fine turno indetto da FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL, si è tenuto un presidio al cantiere di Via Lucchese a Sesto Fiorentino dove la scorsa settimana si è verificato un infortunio mortale. Una mobilitazione per ribadire che la sicurezza non è un costo. La vita delle lavoratrici e dei lavoratori non è negoziabile.
Ogni giorno nei cantieri si continua a morire o a subire gravi infortuni. È una strage che non può essere accettata né considerata una tragica fatalità.
Chiediamo:
– più sicurezza in tutti i cantieri;
– il rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sicurezza;
– la piena regolarità del lavoro e dei contratti;
– maggiori controlli contro il lavoro nero e le irregolarità;
– il diritto di lavorare senza mettere a rischio la propria vita.
– Piu tutele per i familiari delle vittime
La vita dei lavoratori e delle lavoratrici non può essere sacrificata in nome del profitto, della corsa ai tempi di consegna e della riduzione dei costi. Servono investimenti nella prevenzione, nella formazione, nei controlli e nell’organizzazione del lavoro. La sicurezza deve essere una priorità assoluta per imprese, committenti e istituzioni

Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil Firenze

LE DICHIARAZIONI

Luca Vomero (Feneal Uil Toscana Coord.Firenze): «Di fronte all’ennesima morte sul lavoro è necessario che ciascuno faccia fino in fondo la propria parte. A partire dagli organi ispettivi, ma anche investendo con decisione sulla formazione, che deve essere ancora più capillare ed efficace. Nel settore edile fiorentino oltre la metà degli addetti iscritti alla Cassa Edile è composta da lavoratori stranieri. Per questo è fondamentale affrontare innanzitutto il tema della comprensione della lingua italiana: è inutile organizzare corsi di formazione se prima non viene verificata la capacità di comprendere la lingua. L’ultimo Accordo Stato-Regioni, infatti, prevede proprio una certificazione della comprensione dell’italiano, uno strumento importante per rendere la formazione realmente efficace e contribuire a prevenire gli incidenti, anche quelli mortali. Purtroppo, dalla tragedia di via Mariti del 2024, nella nostra città continuano a verificarsi infortuni gravissimi. È un fenomeno che impone un impegno ancora maggiore da parte di tutti. Come sistema della bilateralità edile, attraverso la Cassa Edile, mettiamo inoltre a disposizione strumenti di sostegno economico per le famiglie delle vittime. Siamo sempre al fianco dei lavoratori e dei loro familiari, perché quando si perde una vita sul lavoro resta un dolore enorme e le famiglie hanno bisogno non solo di vicinanza, ma anche di assistenza concreta per affrontare il lutto e le conseguenze che ne derivano»

Stefano Tesi (segretario generale Filca Cisl Firenze): «Dopo la tragedia di via Mariti pensavamo di non dover più raccontare una storia come questa. Invece oggi siamo qui perché è morto un altro ragazzo. È una tragedia che colpisce tutti e che non possiamo lasciare passare nel silenzio. In questi giorni abbiamo fatto volantinaggio davanti ai cantieri per parlare con le lavoratrici e i lavoratori. Abbiamo trovato grande sensibilità su questi temi e tanti hanno chiesto di essere presenti oggi, perché sentono che è importante dare un segnale e ribadire che la sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta. I numeri ci dicono che siamo di fronte a una vera emergenza: gli infortuni continuano a essere troppi e troppo spesso hanno conseguenze drammatiche. Per questo è evidente che c’è ancora molto da fare. La cultura della sicurezza non può limitarsi a un insieme di norme o di adempimenti formali: deve diventare parte integrante del lavoro quotidiano, un valore condiviso e vissuto da ogni lavoratore e da ogni impresa, in edilizia come in qualsiasi altro settore. Solo così sarà possibile evitare che tragedie come questa continuino a ripetersi»

Giulia Bartoli (segretaria generale Fillea Cgil Firenze): «In provincia di Firenze è il secondo edile che perde la vita sul lavoro dall’inizio dell’anno. A questi si aggiungono i numerosi infortuni che si verificano quotidianamente e che, purtroppo, non accennano a diminuire. Siamo molto preoccupati perché non vediamo alcuna inversione di tendenza. Ci era stato detto che l’introduzione della patente a crediti avrebbe determinato un miglioramento e una maggiore qualificazione delle imprese, ma questo, nei fatti, non si è verificato. Continuano a esserci irregolarità, illegalità, mancata applicazione dei contratti nei cantieri e un ricorso eccessivo alle catene di subappalti. Anche il cantiere dove si è verificata questa tragedia ne è un esempio: erano presenti 18 imprese, la committenza faceva capo a un fondo e la stragrande maggioranza delle aziende non risultava iscritta alla Cassa Edile di Firenze, ma dichiarava lavoratori in trasferta. Una situazione che rende ancora più difficile ricostruire la storia lavorativa delle persone coinvolte e garantire controlli efficaci. Per questo chiediamo una maggiore attenzione alla regolarità dei cantieri e un impegno concreto delle istituzioni. Non servono finanziamenti distribuiti a pioggia alle imprese: serve mettere al centro la vita e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, che ogni mattina escono di casa per andare al lavoro e hanno il diritto di farvi ritorno. Infine, chiediamo che venga garantita giustizia anche ai familiari delle vittime. Non è accettabile che debbano aspettare anni per arrivare a un processo: il diritto alla verità e alla giustizia deve essere assicurato in tempi rapidi, nel rispetto della dignità di chi ha perso un proprio caro sul lavoro»

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