I Giovani Democratici della Toscana e di Sesto Fiorentino bocciano la proposta del centrodestra regionale: “Zero strutture create in quattro anni e un miliardo gettato in Albania. Ora si accaniscono sui medici e sui territori”
“Le elezioni si avvicinano e torna puntuale il riflesso condizionato della destra: costruire un nemico per raggranellare voti, specie ora che le tensioni interne con la linea Vannacci ne stanno incrinando gli equilibri politici. Ci chiediamo: hanno mai smesso di fare perenne campagna elettorale per iniziare finalmente ad amministrare il Paese? La risposta è nei fatti: l’aumento insostenibile del costo della vita dimostra plasticamente la loro totale assenza di governo”. A dichiararlo, in una nota congiunta, sono Bernardo Taddei (segretario GD Toscana), Sofian Aboulmachayl (presidente GD Toscana) e Tommaso Bruni (segretario GD Sesto Fiorentino), commentando la proposta avanzata dal capogruppo regionale di Forza Italia, Marco Stella, di realizzare un Centro di permanenza per il rimpatrio (Cpr) a Sesto Fiorentino.
“La proposta del consigliere Stella – proseguono gli esponenti dei GD – rappresenta l’ennesima uscita propagandistica, del tutto priva di visione e di una programmazione seria sui flussi migratori. Definire Sesto Fiorentino come sede “ideale” perché ricca di aree periferiche dimostra una totale sconnessione dalla realtà: quei luoghi, per lui marginali, sono per la nostra comunità casa, vita quotidiana e presidio verde. Sesto e la Piana non baratteranno un solo centimetro del proprio territorio per assecondare scelte calate dall’alto e imposte con arroganza agli enti locali”.
“Negli ultimi anni – incalzano Taddei, Aboulmachayl e Bruni – abbiamo assistito a continue passerelle e annunci su Cpr e hotspot: da Prato a Collesalvetti, da Aulla fino ad arrivare oggi a Sesto. Il bilancio reale di quattro anni di proclami a livello nazionale è pari a zero strutture realizzate. L’unico investimento concreto è stato lo spreco di quasi un miliardo di euro per il centro in Albania, oggi desolatamente vuoto: risorse pubbliche sottratte ai servizi essenziali, insieme a donne e uomini delle forze dell’ordine e della polizia penitenziaria che sarebbero serviti sul nostro territorio nazionale”.
“Di fronte al fallimento della propria linea politica – continua la nota dei Giovani Democratici –, la maggioranza risponde nell’unico modo che conosce: la caccia al capro espiatorio. Prima i magistrati, ora i medici, rei unicamente di svolgere la professione con deontologia e coscienza, certificando la non idoneità delle persone a vivere in strutture degradate. Mentre la procura di Ravenna farà il suo doveroso corso, la destra ha già emesso il suo verdetto sommario, trasformando i sanitari in bersagli da gogna mediatica. Si sposta l’attenzione dal nodo reale: la condizione disumana interna ai Cpr, documentata da anni dalla CILD, dal Comitato europeo per la prevenzione della tortura e, da ultimo, dalla senatrice Ilaria Cucchi a Ponte Galeria. La salute non può essere trattata come un impiccio burocratico”.
“Serve il coraggio di affermare un principio elementare: l’immigrazione va governata con politiche lungimiranti, non cavalcata con gli slogan. Governare significa archiviare la Bossi-Fini, che genera irregolarità, invisibilità e caporalato, per costruire canali d’ingresso regolari, permessi svincolati dal ricatto occupazionale e un vero modello di inclusione fondato su scuola, casa, lingua e lavoro, senza inutili barricate identitarie nelle classi. Non permetteremo la nascita di alcun Cpr nella nostra regione. E siamo certi che in questa battaglia avremo un alleato paradossale ma fedele: la stessa destra di governo, bravissima ad annunciare Cpr da anni senza mai posare una sola pietra” concludono i dem.




