“Basta solo che questa notte frinisca” al Teatro Manzoni di Calenzano

0
12

Domenica 3 maggio ore 21,15

BASTA SOLO CHE QUESTA NOTTE FRINISCA

di e con Riccardo Canzini
Aiuto regia, tecnica e disegno luci Massimo Giordani
Una produzione La Macchina del Suono

La rassegna INCONTRI del Teatro Manzoni di Calenzano prosegue il suo viaggio nelle nuove drammaturgie con un appuntamento intenso e magnetico: domenica 3 maggio (ore 21:15) andrà in scena “BASTA SOLO CHE QUESTA NOTTE FRINISCA”, spettacolo scritto, diretto e interpretato da Riccardo Canzini, con l’ausilio tecnico e il disegno luci di Massimo Giordani.

In una Bologna sospesa nel caldo immobile di agosto, lo spettacolo trascina lo spettatore nel cuore di una notte che cambia per sempre la vita di Tubo, un ventenne come tanti. La scomparsa improvvisa dell’amico Tommaso e il suo successivo ritrovamento, “rotto in mille pezzi”, diventano il motore di un’indagine emotiva brutale. Tra una bottiglia di gin vuota e l’attesa dell’alba, il protagonista si trova costretto a raccogliere le schegge affilate di una realtà che non concede sconti.

“BASTA SOLO CHE QUESTA NOTTE FRINISCA” è un’opera che scava nel passaggio incerto all’età adulta, quel momento in cui si smette di guardare le nuvole per paura di inciampare. Con un linguaggio crudo e poetico al tempo stesso, Canzini mette in scena il disagio di una generazione a cui nessuno ha insegnato “come si fa” a crescere, muovendosi in un mondo dove fermarsi a riflettere è visto come una debolezza imperdonabile.

«Quando succedono cose così, bisogna fare attenzione a dove si mettono i piedi: se hai gli occhi puntati sulle nuvole, t’inciampi e ti fai male», recita il testo. Lo spettacolo esplora questa caduta, trasformando una notte bolognese in una metafora universale della condizione umana e della ricerca di una propria direzione nel buio.

La messa in scena punta su un’atmosfera noir e minimalista, dove il disegno luci di Massimo Giordani gioca un ruolo narrativo fondamentale, scandendo il ritmo serrato di una notte che sembra non finire mai. Un monologo che è anche un dialogo serrato con le proprie paure e con il vento della vita, di cui bisogna imparare a sentire la direzione.

Riccardo Canzini nato nel 1997, si laurea con lode al DAMS di Bologna nel 2019, per poi diplomarsi alla Scuola Galante Garrone. Frequenta i corsi di Alta Formazione “Casa degli Artisti” al Teatro Due di Parma e CamERacting e partecipa a diversi workshop con Gabriele Di Luca, Fabio Bonifacci e Deflorian-Tagliarini. Nel 2021 con la Compagnia del Teatro dell’Argine vince il Premio Ubu con Politico Poetico. Oltre a lavorare con diverse realtà tra cui TeatroDue, Fantateatro, Teatro in Fasce e Orchestra Senzaspine, fra i suoi lavori spiccano Lessico Animale di Yuval Avital e il film Marcus e Mathias (2024) diretto da Maurizio Dall’Acqua.

NESSUN COMMENTO

LASCIA UN COMMENTO