Campi, Gandola (FI): “Il sistema Sprar contribuisce a rompere il patto sociale che ci lega ai nostri cittadini”

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Giovedì 6 dicembre a Campi Bisenzio si è tenuto il Consiglio comunale straordinario relativo al centro Sprar al Gorinello. Di seguito il commento di Paolo Gandola, capogruppo di Forza Italia:

Pienamente soddisfatto dell’occasione di confronto che si è sviluppato grazie alla nostra richiesta, sottoscritta dai colleghi di opposizione, di convocare un consiglio comunale straordinario su un tema, quello dello Sprar attivato al Gorinello, su cui il Sindaco non intendeva metterci la faccia. 

Noi di Forza Italia siamo e continueremo ad essere contrari a questo sistema di accoglienza fintantoché a Campi l’emergenza abitativa e sociale presente in città sarà così forte. 

Davanti ad un bando calato dall’alto che prevede vitto, alloggio ed una imminente prospettiva di benessere per gli accolti, i veri discriminati sono i campigiani che vedono i propri diritti calpestati da chi osanna politiche europee del tutto inique. 

A Campi Bisenzio esistono tante storie di disagio e di povertà. Non è accettabile assistere inermi ad una politica fatta di accoglienza a tutti i costi, allorquando sui nostri territori esistono situazioni di disagio sociale e umano del tutto irrisolti, o addirittura dimenticati.

A Campi abbiamo 590 immobili gestiti da Casa Spa tra case popolari, alloggi parcheggio e Comune garante.Di queste 37 immobili sono sfitti.

Si tratta di un numero vergognoso ed eccessivo. Oltre il 6% del patrimonio immobiliare è vuoto quando abbiamo liste di attesa impressionanti di famiglie in attesa di ricevere un immobile. 

E quante sono invece le persone che hanno chiesto ed ottenuto la residenza presso la casa comunale? sono addirittura 88!

Nel 2013 quando questa giunta è entrata in carica i cittadini residenti presso la casa comunale erano 56, un numero già alto che si è grandemente aggravato negli anni successivi. Nel 2014 i senza fissa dimora sono arrivati a 64, nel 2015 a 77, nel 2016 a 92, nel 2017 a 84 e oggi  nel 2018 sono 88. 

Non solo: in Via Palagetta una famiglia composta da due persone ed un cane dormono in camper da 15 giorni. 

Per questo stridono fortemente i milioni di euro messi in campo per l’accoglienza profughi, mediatori, facilitatori, etno-psicologi, personale per la ricerca del lavoro. Tutto ciò contribuisce a rompere il patto sociale che ci  lega ai nostri cittadini. 

Il problema dell’accoglienza va affrontato tenendo conto delle condizioni in cui ci troviamo. Sicuramente chi ha diritto a stare qui è benvenuto, ma non è certo possibile pensare di fare accoglienza a tutti i costi, stante la situazione sociale esistente.

Fino ad oggi la sinistra si è adoperata in Italia per mantenere vivo un sistema, quello degli Sprar, esclusivamente per foraggiare strutture, cooperative e soggetti che hanno attinto a piene mani da questo tipo di accoglienza.

Se gli amministratori campigiani vorranno portare avanti queste politiche di accoglienza mettano sul piatto le stesse risorse a disposizione di politiche attive specifiche per chi vive storicamente il territorio da cittadino e oggi si trova in condizioni di disagio economico e sociale. Visto che tutto ciò è utopia è venuto il momento di fermarsi“.

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